Il canto della sirena

La Sirena era bellissima e veniva dal nord, da un mare freddo, da un cielo coperto di nubi. Era abituata ai brividi, alle lunghe notti e ai giorni brevi e grigi. Era stato per caso, per una breve vacanza o, invece, per l’inevitabile disegno del destino che era giunta in questa terra di sole, di profumi, di acque chiare e trasparenti dove il RagazzoCheAscolta viveva da sempre. Qui si erano incontrati.

Lui con la mente e il cuore colmi di suoni, quelli naturali della sua terra e quelli incisi sui solchi dei dischi: musica! Musica sempre, musica ovunque perché per gioire bisogna ascoltare. Lei sorpresa e innamorata dei colori del mare, dei tramonti infuocati, dell’abbraccio di queste acque calde che la proteggevano e la facevano sentire viva.

Si erano incontrati, si erano conosciuti, si erano amati per una vita intera, finché i capelli si erano fatti candidi.

Ma il tempo, a volte, è ingrato e a poco a poco la Sirena non era riuscita più a nuotare, non più a sentire l’abbraccio del mare e un giorno se ne era andata per sempre.

È così che si dice …

Però l’uomo che era stato un ragazzo sapeva che non era davvero, non poteva… un po’ come il sole che scompare nel mare ma riappare il mattino dopo… un po’ come il pulviscolo che entra dai vetri aperti e non lo vedi ma se un raggio di sole illumina la stanza allora ti accorgi che l’aria ne è piena…

E fu così che, un anno fa, a pochi giorni da quell’ addio, forse guidato proprio da quel pulviscolo, l’uomo che era stato un ragazzo, cantò con la voce e le parole della sua sirena, cantò per chi in quel momento ne aveva bisogno sillabe di serenità, musica per l’anima, parole che voglio donare e ricordare: “il dolore può essere grande” disse “davvero grande ma ricordati, mia cara, l’amore vince sempre!”

Pubblicato da cautha16

Se pensi che l'avventura sia pericolosa, prova la routine. E' letale. (Paulo Coelho)

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