Il mare con la maiuscola

La prima volta che sentii dire ad un trapanese :- Quest’anno non sono ancora andato al mare… rischiai di ridere di cuore. Per me, cittadina di pianura, andare al mare voleva dire fare cento chilometri di autostrada ma chi viveva già in una città di mare dove mai poteva andare? Poi, col tempo, imparai cheContinua a leggere “Il mare con la maiuscola”

Come sassi nello stagno

Sarebbe stata la nostra prima estate a Marina. Non avevamo programmato navigazioni lunghe nel Mediterraneo e questo ci dava il privilegio di poter condividere con amici e parenti le loro ferie estive. Per l’appunto quel pomeriggio stavamo cercando un alloggio per zia e nipotini che ci avrebbero raggiunto dopo qualche mese. E non eravamo gliContinua a leggere “Come sassi nello stagno”

Titoli di coda

Ci sono cose che cominciano e finiscono in modo inequivocabile e altre che hanno contorni sfumati e mutevoli. Sicchè, nel voler dare un’età a CasaCautha mi trovo smarrita e indecisa. Quando ciò che non c’era e ora c’è ha cominciato ad esistere? Mentre firmavo un atto dal notaio o quando esploravamo i dintorni  alla ricercaContinua a leggere “Titoli di coda”

Bitume

C’è qualcosa che collega Rue de Berger a Parigi con la piccola cittadina barocca di Ragusa. È un nastro. Non il romantico nastro d’argento della luna sul mare ma un nastro nero, un nastro d’asfalto. Siamo nella prima metà dell’Ottocento e la pietra pece, la roccia calcarea nera, tenera ed impregnata d’asfalto su cui èContinua a leggere “Bitume”

Armonie

Così, col fascino di un incipit, si conclude la nostra visita alla “Casa della musica e della liuteria medievale” di Randazzo. Un nome che sa di museo e che così poco a che fare con ciò che la piccola porta di legno nasconde. La casa del Maestro Severini è come la tana del coniglio dellaContinua a leggere “Armonie”

Pop up

La traduzione letterale di pop up è “saltar fuori”, “apparire” e, fino ad ora, era sempre stata legata a quegli splendidi libri animati per bambini che, semplicemente girando pagina, trasformano disegni piatti e bidimensionali in scenografie a tre dimensioni. In questi giorni, però, come in un’avventura di Gulliver, il libro ha preso le dimensioni dellaContinua a leggere “Pop up”

Il giro del mondo in 8o minuti

Il cartello è ufficialmente un cartello stradale ma sotto alla dicitura “strada panoramica” spunta un inedito “non usare la strada come circuito”. In effetti la strada Mareneve che collega, come il nome lascia intuire, il mare dello stretto di Messina con le vette innevate dell’Etna è un vero e proprio circuito che farebbe la gioiaContinua a leggere “Il giro del mondo in 8o minuti”

Floristella

“Non sono un essere silvestre!”.  Sto percorrendo un sentiero deserto ed è questo che penso mentre un gregge solitario viene annunciato da un flebile scampanellio facendomi trasalire. Anche un trio di cornacchie è colto di sorpresa e si alza in volo, gracchiando tra gli alberi; un’alta raffica di vento ne muove le cime, come aContinua a leggere “Floristella”

Festa di compleanno

Un terzetto di chitarra, armonica e voce intona il tema del mitico “Lo chiamavano Trinità”. La festeggiata se lo gode in prima fila. Il suo nome non tutti lo sanno e chi lo sa a volte lo dimentica perché lei è per tutti La Nonna. Seduta nella sua sedia, in veranda, osserva e saluta eContinua a leggere “Festa di compleanno”

È una vita meravigliosa

Ci sono paesaggi che trafiggono lo sguardo e altri che trafiggono l’anima. Quello che si gode risalendo le pendici dell’Etna appartiene a questi ultimi. Ma non è la bellezza, pur intensissima, a lasciare senza fiato. Salendo lentamente tra i tornanti il respiro è lento, la mente quieta, cullata dal pantone verde delle foreste, dal mareContinua a leggere “È una vita meravigliosa”

Immaginazione

C’era silenzio nelle strade e nelle piazze, solo qualche sporadico scoppiettio di marmitte, niente scalpiccio di piedi frettolosi, né frenate d’autobus, né stridore di macchinari industriali. Fabbriche chiuse, locali chiusi, scuole chiuse. Era il momento della quiete, una pacata quiete. E il mondo aveva abbassato le difese. il mare era una tavola, il vento unaContinua a leggere “Immaginazione”

C’era una volta un piccolo indiano.

Il piccolo indiano respirava a pieni polmoni. Era la prima volta da quando era nato. Le strade si aprivano dinanzi a lui vuote e silenziose. La coltre di fumo che ogni giorno gli faceva lacrimare gli occhi era scomparsa e poteva vedere il Taj Mahal come mai l’aveva visto: limpido e chiaro. Gli avevano dettoContinua a leggere “C’era una volta un piccolo indiano.”

Rime

È tutto cominciato questa mattina, quando una insidiosa voglia di cappuccio e brioche si è insinuata nella mia mente a dispetto della consueta censura razionale che applico ormai in automatico. A peggiorare le cose questo insano pensiero è giunto mentre ero immersa nella lettura di un articolo sul grandissimo Gianni Rodari, di cui si ricordavaContinua a leggere “Rime”

Il cielo dei cieli di marzo

Ed eccoci. Marzo è finito e il mondo è ancora chiuso. Chiuso per le famiglie che stanno scoprendo quante cose meravigliose possono fare insieme e per quelle che la convivenza forzata sta sgretolando, attimo dopo attimo. Chiuso per chi conta le ore, giorno dopo giorno, nutrendosi di notizie e di amarezza e per chi, nellaContinua a leggere “Il cielo dei cieli di marzo”

Frammenti del cielo di marzo

I primi frammenti di cielo sono arrivati. Sono arrivati da amici di lunga data e da amici “sconosciuti”, da luoghi vicini e lontani. Sono arrivati tramonti ed albe, arcobaleni, fiori e nuvole, cieli di città e cieli di campagna e, prima che marzo finisca, chissà quanti altri ancora… Su Instagram (cauthabook) li troverete ad unoContinua a leggere “Frammenti del cielo di marzo”

Doveva essere il cielo di marzo.

La natura è meravigliosa e beffarda. In questi giorni di incertezza e timori, di fragili attese, di strade vuote e città fantasma, il  cielo è un velo azzurro senza nubi, il mare sembra una tavola, il vento è teso e leggero e i prati traboccano di fiori. La bellezza esiste e resiste a dispetto delleContinua a leggere “Doveva essere il cielo di marzo.”