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Sincronicità

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Che i filosofi e i matematici esultino!
La sincronicità  è una realtà!

Ed ecco, a dimostrazione, i fatti, così come si sono svolti.

Incontro casuale con un equipaggio di velisti in attesa di pagare l’ormeggio a Leuca.
Chiacchiere di rito.

Da dove venite? Brindisi. Anche noi (e1)
Dove siete diretti? Crotone. Anche noi (e2)
Accento simile. Emiliani? Già. (e3)
Avevamo la barca a Marinara. Anche noi (e4)
Vacanze lunghe…ho la moglie maestra! Anch’io (e5)
Vorremmo arrivare in Sicilia. Anche noi (e6)
Pensavo di passare dallo stretto. Anch’io (e7)
Siamo diretti a Trapani. Anche noi (e8)
Lasciamo la barca là per un anno. Anche noi (e9)
Marina Levante? No, quella accanto. (e10…mancato, ma 9 bastano, no?)

Ed ecco Luca con Stefania e cognata, all’ormeggio a Crotone, accanto alla nostra barca.

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Ps. Qui la cartina aggiornata. Cliccate e…ci troverete
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Il canto della sirena.

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Ed ecco attraversata una nuova frontiera: abbandonato l’Adriatico ci apprestiamo a solcare le acque dello Ionio. Oceano mare, se Barricco mi perdona la citazione, con i suoi 2000 metri di profondità e i suoi dirupi inabissati. Sulla costa, Santa Maria di Leuca, il nome rubato alla sirena Leucasia che ammaliava i naviganti con il suo canto.

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E di storie da cantare ne aveva: le incursioni dei pirati (quei feroci turchi che abbiamo già incontrato sull’altra sponda dell’Adriatico);

S.Pietro, sbarcato qui dall’Oriente per raggiungere Roma;IMG_2496

il mitico Enea, approdato su queste rive con la sua flotta…IMG_2488

Un passato ricco di magia e un presente che non è da meno.                                Stasera, sotto i resti dell’acquedotto romano (ancora funzionante)IMG_2484

si mangiano le pittule (palline di pasta di pizza fritta), seduti sulle scalinate o sui muretti di pietra e si balla al suono ipnotico di pizzica e tarantella, finché, a mezzanotte, si apre la fontana monumentale e una cascata impressionante d’acqua piomba giù, per sparire verso il mare…

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…A saper ben ascoltare, la sirena canta ancora…

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Liberi tutti!

IMG_5659 Finalmente Brindisi lascia liberi gli ostaggi… E dopo quattro giorni (durante i quali abbiamo convissuto con la troupe cinematografica che sta girando il remake di “Point break”  sul motoscafone immortalato) e due false partenze, oggi riusciamo a mollare gli ormeggi. Scopriamo subito che nel gioco dei se ce n’è uno in più: se fossimo partiti ieri sarebbe stata bella dura. Oggi, nonostante il vento si sia dato una calmata, troviamo un mare decisamente irrequieto. Cautha si comporta benissimo ma Jonny (l’autopilota…) un po’ meno e dobbiamo timonare a turno per 60 miglia.

Nonostante i turni, come potete facilmente immaginare, non siano proprio equi, io arrivo molto più devastata del capitano e con poca propensione alla lirica.

Nonostante ciò non posso esimermi dall’immortalare Capo d’Otranto, il punto più ad est della penisola, dove ogni alba è la prima d’Italia.

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E, per tirarmi su di morale, uno sguardo alla”strada” fatta finora, prima di gettarmi a capofitto nelle braccia di Morfeo…Buonanotte!!!

Ps. Qui sotto la cartina con il nostro itinerario da cliccare.

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Coincidenze

imageUna bottiglia di vino austriaco nel nostro frigo merita qualche spiegazione.
È ovviamente un dono e non viene dal supermercato locale. Insieme a patate, yogurt greco, pomodori, mango e melone proviene dalla stiva di uno Jeanneau, guarda caso, austriaco. La proprietaria , una giovane signora mora, col viso cordiale e i modi decisi di chi non è abituato a perdersi in chiacchiere, non è in ottimi rapporti con la fortuna, al momento. Arrivata col marito ieri sera, provata da una navigazione notturna al timone col pilota automatico rotto e, come dice lei, con big big waves, ha deciso di completare l’opera assistendo il marito che, in preda a discreti dolori, è finito all’ospedale di Brindisi…!
Non abbiamo ben capito di cosa si è trattato, appendicite o qualcosa del genere, fatto sta che la poverina, questa mattina, girava per il pontile alla ricerca di qualcuno che parlasse inglese e l’aiutasse a sistemare la barca che dovrà restare qui a tempo indeterminato, mentre lei tornerà col consorte in aereo a casa.

Se ieri uno skipper di Trani non ci avesse suggerito una meta piú vicina di Otranto…
Se quindi oggi non ci fossimo alzati un po’ piú tardi…
Se perciò non fossimo stati ancora ormeggiati quando sono passati due funzionari per controlli burocratici…
Se, a causa dei controlli, non avessimo fatto tardi e quindi, infine,
Se non avessimo rinunciato a partire…
non avremmo del vino austriaco nel frigo, ma, soprattutto, non avremmo potuto dare una mano a una persona davvero squisita.
Anche questa volta il gioco del se è finito bene…!

Epicurei

imageCi sono profezie e profezie. Quando un bollettino meteo annuncia “burrasca in atto forza 7 golfo di Otranto”, è facile che venga spontaneo e naturale spegnere il motore della barca, riaprire il tendalino e decidere che anche Brindisi non è poi mica brutta…

Così siamo in sosta e ne abbiamo approfittato per “testare” il ristorantino del marina. Devo dire che ci sono disgrazie peggiori, anche perché  il locale in questione è davvero di altissimo livello.

Ora, parlare del cibo del sud è come votarsi anima e corpo ad una lunga elencazione di luoghi comuni sulla bontà e sulla freschezza dei prodotti. Tra l’altro il fatto che siano considerazioni banali non toglie il fatto che sia assolutamente tutto vero. Ma la cosa che mi ha colpito di più sono gli sguardi attorno al tavolo.

Occhi di chi fa qualcosa per il piacere di farlo, perché è una gioia e un appagamento dei sensi.

Io ho ricordi freschi di altri tavoli dove si mangia perché                                                                   …ho solo 10 minuti e poi devo tornare al lavoro…                                                                                   …è sabato e lo fanno tutti…                                                                                                                     …è poco calorico e resto taglia 38…                                                                                                                        ..ho letto sul giornale che fa bene…                                                                                                             …non so cosa fare…

Abbiamo così tante sovrastrutture che abbiamo dimenticato quello che il cameriere ha bene in mente, mentre si avvicina al tavolo e non chiede:

“Tutto bene, signori?”, ma, con uno simpaticissimo accento locale:

” E’ buono?”

Brindisi

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Ce l’avevo quasi fatta! Quest’oggi, mentre visitavo Brindisi, ero sollevata all’idea che, finalmente, non avrei postato un blog dai toni così entusiastici da far pensare che facessi uso di sostanze stupefacenti.

E, invece, mentre, mentalmente, mi vedevo già l’incipit “dopo tanti paesini bomboniera, ecco una città dove, accanto a indubbi angoli di bellezza, ce ne sono altrettanti di discutibile valore estetico”, proprio dietro alle colonne romane, peraltro bellissime, spunta un albero (“nauticamente” parlando) di dimensioni imbarazzanti e la barca di Greenpeace fa bella mostra di sé nel porto. Un’accoppiata che lascia col fiato sospeso. E così mi tocca gridare l’ennesimo… Wow!

Toccherà rassegnarsi e (grazie, Stefano!) postare un po’ di foto.

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Ritratti

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C’è una fondamentale differenza tra i viaggi via terra e via mare. Per terra il viaggio è uno spostamento, per mare è un abbandono.
Quando si mollano gli ormeggi non si parte, si va via…verso un altro mondo, con altre regole e altri tempi. Probabilmente è anche per questo che gli incontri tra “marinai” sono facili e affabili. Ci si sente tutti sulla stessa…barca…
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Penso alle quattro signore neozelandesi, di mezza età (più la mezza-dopo che la mezza-prima) in catamarano, che abbiamo incontrato in ben 3 ormeggi diversi; avrebbero chiacchierato per ore se il mio inglese l’avesse consentito.
Penso all’ormeggiatore di Trani, orgogliosissimo della sua città, dove, parole sue, “non piove mai”, che, dopo l’acquazzone, si è venuto a “scusare”.
Penso ad un ragazzo appassionato di vela e alla sua fidanzata, che ci hanno intrattenuto a lungo sul molo di Monopoli, con aneddoti marini. Disinvolti, cordiali, allegri, vent’anni spesi bene.
E, oggi, in marina, a Brindisi, i vicini di barca, Maura e Giulio, skipper lui, stunt-woman e appassionata di cavalli lei, ci raccontano storie con il valore aggiunto di uno splendido accento romano.

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Paperino

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…C’è chi nasce come Paperino:                                                  sfortunato e sempre pieno di guai”…

Cantava così Finardi in una divertentissima canzone e noi, un po’, la sindrome di Paperino ce l’abbiamo…

Oggi lasciamo Trani per Monopoli.                                                                                               Telefoniamo, ligi ligi, alla capitaneria di porto per informare del nostro arrivo e ci dicono che non c’è problema, facciamo una navigazione ottima, quasi tutta a vela, ormeggiamo, nonostante la mia avversione per le cime, alla perfezione e (qui vi voglio) scopriamo…che domani, 3 agosto, ci sarà una…(BEEP) di manifestazione e che perciò dovremo lasciare libero l’ormeggio alle…!!!!! sei !!!!!! ovviamente di mattina.

Ad averlo saputo a tempo debito avremmo cambiato i nostri piani e… ci saremmo persi un ormeggio fantastico, proprio sotto le mura del castello e un paesino che è (indovinate un po’?) una chicca.

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La filosofia del bicchiere mezzo pieno ha sempre i suoi vantaggi!

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Spirituals

a IMG_2347Ci sono opere dell’uomo che ci lasciano estasiati per la loro bellezza, altre che suscitano rispetto e orgoglio per l’ingegno che le ha create e poi ci sono quadri, musiche, luoghi che trascendono da un giudizio dei sensi o della ragione e che, in qualche misterioso modo, ci fanno sentire parte di un tutto, in connessione empatica con l’universo. La cattedrale di Trani è uno di questi. Complice un cielo bigio e una pioggia provvidenziale che ha spazzato la piazza dalla gente, circondata dal mare, da ogni lato, non pare sfidarlo, né essergli ostile.  Sembra che le onde si siano fatte pietra e che la grandezza dell’uno si fonda con quella dell’altra . Uno dei luoghi più spirituali ( e la religione, qui, non c’entra proprio nulla) che io abbia mai visto.

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Il resto del paese, manco a dirlo, fa di tutto per stare all’altezza.

Giardini sul mare

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Piazze che sembrano Africa.IMG_2323

Luminarie assolutamente anacronistiche per la festa di S. Nicola, patrono.IMG_3105

 

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Ceniamo in un localino accanto alla cattedrale e la cameriera, giovanissima, ci confessa un amore smisurato per le città emiliane, le loro biciclette, i tortellini, le tigelle, Guccini…

“Voi sì che abitate in un bel posto, beati voi!”                                                                                        E il nostro stupore e scetticismo svaniscono solo con:                               “il mare vostro, però, è proprio brutto”.

Non è bello ciò che è bello…ma evidentemente sul brutto siamo tutti d’accordo…!

Oracoli

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Lo so, lo so che non è carino, non è neppure fine e forse è pure un tantino politicamente scorretto, ma me l’ero ripromesso e lo farò…

Dunque, questo post comincerà con un virtuale “gesto dell’ombrello”.

Tutto risale a questa mattina quando, mentre sto annunciando la mia partenza, vengo apostrofata dalla proprietaria del marina:                                                                                                              “Ah, no, signora mia, oggi non si va per mare, se resti un altro giorno ti faccio meno…”                                                                                                                                        e, non paga : “Li vedi i barconi? Quelli devono uscirsene per forza, hanno già il gruppo, ma vomiteranno tutti quanti, c’è mare oggi e tra poco piove… ma prova pure, signora mia, quando torni indietro ti faccio meno lo stesso…”

Ora, non penso di aver bisogno di descrivervi l’effetto dell’oscura profezia sul mio morale, ma, sperando che i siti meteo, consultati fino alla nausea, avessero la meglio sulla Cassandra locale, siamo partiti e il liberatorio gesto finale vi fa capire com’è andata.

Anche se il cielo si è mantenuto costantemente fedele all’esempio norvegese, la costa del Gargano, dal mare, è un merletto di roccia  bianca sul quale si allineano, come tanti segni di interpunzione le torri d’avvistamento dell’antico Regno di Napoli. Una meraviglia, anche sotto il cielo color acciaio.

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Abbandonata abbastanza in fretta la costa, ci  siamo diretti verso Trani, dove, con qualche difficoltà, siamo riusciti a trovare un “buco” libero.

L’entrata al porto è  stato forse l’ingresso più bello e suggestivo fatto finora. La Cattedrale e il Castello Svevo, indifferenti al via vai di barche, svettano sulla riva, rassicuranti e imponenti e il paese è un’altra bomboniera. Un posto, come ci suggerisce, pieno d’orgoglio, un simpatico ormeggiatore dove il caos non è ancora arrivato: “Un paese, signora mia, a cammino d’uomo”.

E questa volta la profezia l’ascolto volentieri.

 

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Risveglio

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Il giorno comincia con un buon auspicio. Quando, all’alba, ci apprestiamo ad attraversare, dopo uno scroscio d’acqua, il cielo ci regala un meraviglioso arcobaleno, di quelli che si vedono solo in mare. Ci accompagna per un po’ e mantiene le promesse: traversata tranquilla e niente pioggia fino a Vieste.

Quando, ormeggiati e riposati, ci avviamo verso il paese non sappiamo ancora cosa ci aspetta.
Dietro l’angolo c’è un set cinematografico, assemblato senza una logica apparente ma bellissimo.

Un grappolo di case bianche,
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e, dopo pochi passi, uno scorcio inatteso

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un violino suona da una finestra aperta e le note rimbalzano sul piancito lucido, mentre una ragazza gira, e sembra balli, su una giostra improvvisata

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dietro una porta scura, una suora di colore ride e saluta una bambina bionda e, appena un passo più in là, una chiesa di un bianco abbagliante fa la sua apparizione.

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Passeggiamo rapiti e affascinati, gustandoci con tutti i sensi questa atmosfera meravigliosa.

Ci si abitua a tutto: alla salute, all’agio e alla bellezza. Se fossi nata qui camminerei con tranquilla noncuranza tra queste meraviglie. Ma se davvero potessimo ogni notte addormentarci e dimenticare…per risvegliarci al mattino con occhi nuovi…che grande regalo sarebbe!