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Il canto della sirena.

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Ed ecco attraversata una nuova frontiera: abbandonato l’Adriatico ci apprestiamo a solcare le acque dello Ionio. Oceano mare, se Barricco mi perdona la citazione, con i suoi 2000 metri di profondità e i suoi dirupi inabissati. Sulla costa, Santa Maria di Leuca, il nome rubato alla sirena Leucasia che ammaliava i naviganti con il suo canto.

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E di storie da cantare ne aveva: le incursioni dei pirati (quei feroci turchi che abbiamo già incontrato sull’altra sponda dell’Adriatico);

S.Pietro, sbarcato qui dall’Oriente per raggiungere Roma;IMG_2496

il mitico Enea, approdato su queste rive con la sua flotta…IMG_2488

Un passato ricco di magia e un presente che non è da meno.                                Stasera, sotto i resti dell’acquedotto romano (ancora funzionante)IMG_2484

si mangiano le pittule (palline di pasta di pizza fritta), seduti sulle scalinate o sui muretti di pietra e si balla al suono ipnotico di pizzica e tarantella, finché, a mezzanotte, si apre la fontana monumentale e una cascata impressionante d’acqua piomba giù, per sparire verso il mare…

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…A saper ben ascoltare, la sirena canta ancora…

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Brindisi

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Ce l’avevo quasi fatta! Quest’oggi, mentre visitavo Brindisi, ero sollevata all’idea che, finalmente, non avrei postato un blog dai toni così entusiastici da far pensare che facessi uso di sostanze stupefacenti.

E, invece, mentre, mentalmente, mi vedevo già l’incipit “dopo tanti paesini bomboniera, ecco una città dove, accanto a indubbi angoli di bellezza, ce ne sono altrettanti di discutibile valore estetico”, proprio dietro alle colonne romane, peraltro bellissime, spunta un albero (“nauticamente” parlando) di dimensioni imbarazzanti e la barca di Greenpeace fa bella mostra di sé nel porto. Un’accoppiata che lascia col fiato sospeso. E così mi tocca gridare l’ennesimo… Wow!

Toccherà rassegnarsi e (grazie, Stefano!) postare un po’ di foto.

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Paperino

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…C’è chi nasce come Paperino:                                                  sfortunato e sempre pieno di guai”…

Cantava così Finardi in una divertentissima canzone e noi, un po’, la sindrome di Paperino ce l’abbiamo…

Oggi lasciamo Trani per Monopoli.                                                                                               Telefoniamo, ligi ligi, alla capitaneria di porto per informare del nostro arrivo e ci dicono che non c’è problema, facciamo una navigazione ottima, quasi tutta a vela, ormeggiamo, nonostante la mia avversione per le cime, alla perfezione e (qui vi voglio) scopriamo…che domani, 3 agosto, ci sarà una…(BEEP) di manifestazione e che perciò dovremo lasciare libero l’ormeggio alle…!!!!! sei !!!!!! ovviamente di mattina.

Ad averlo saputo a tempo debito avremmo cambiato i nostri piani e… ci saremmo persi un ormeggio fantastico, proprio sotto le mura del castello e un paesino che è (indovinate un po’?) una chicca.

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La filosofia del bicchiere mezzo pieno ha sempre i suoi vantaggi!

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Spirituals

a IMG_2347Ci sono opere dell’uomo che ci lasciano estasiati per la loro bellezza, altre che suscitano rispetto e orgoglio per l’ingegno che le ha create e poi ci sono quadri, musiche, luoghi che trascendono da un giudizio dei sensi o della ragione e che, in qualche misterioso modo, ci fanno sentire parte di un tutto, in connessione empatica con l’universo. La cattedrale di Trani è uno di questi. Complice un cielo bigio e una pioggia provvidenziale che ha spazzato la piazza dalla gente, circondata dal mare, da ogni lato, non pare sfidarlo, né essergli ostile.  Sembra che le onde si siano fatte pietra e che la grandezza dell’uno si fonda con quella dell’altra . Uno dei luoghi più spirituali ( e la religione, qui, non c’entra proprio nulla) che io abbia mai visto.

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Il resto del paese, manco a dirlo, fa di tutto per stare all’altezza.

Giardini sul mare

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Piazze che sembrano Africa.IMG_2323

Luminarie assolutamente anacronistiche per la festa di S. Nicola, patrono.IMG_3105

 

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Ceniamo in un localino accanto alla cattedrale e la cameriera, giovanissima, ci confessa un amore smisurato per le città emiliane, le loro biciclette, i tortellini, le tigelle, Guccini…

“Voi sì che abitate in un bel posto, beati voi!”                                                                                        E il nostro stupore e scetticismo svaniscono solo con:                               “il mare vostro, però, è proprio brutto”.

Non è bello ciò che è bello…ma evidentemente sul brutto siamo tutti d’accordo…!

Risveglio

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Il giorno comincia con un buon auspicio. Quando, all’alba, ci apprestiamo ad attraversare, dopo uno scroscio d’acqua, il cielo ci regala un meraviglioso arcobaleno, di quelli che si vedono solo in mare. Ci accompagna per un po’ e mantiene le promesse: traversata tranquilla e niente pioggia fino a Vieste.

Quando, ormeggiati e riposati, ci avviamo verso il paese non sappiamo ancora cosa ci aspetta.
Dietro l’angolo c’è un set cinematografico, assemblato senza una logica apparente ma bellissimo.

Un grappolo di case bianche,
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e, dopo pochi passi, uno scorcio inatteso

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un violino suona da una finestra aperta e le note rimbalzano sul piancito lucido, mentre una ragazza gira, e sembra balli, su una giostra improvvisata

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dietro una porta scura, una suora di colore ride e saluta una bambina bionda e, appena un passo più in là, una chiesa di un bianco abbagliante fa la sua apparizione.

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Passeggiamo rapiti e affascinati, gustandoci con tutti i sensi questa atmosfera meravigliosa.

Ci si abitua a tutto: alla salute, all’agio e alla bellezza. Se fossi nata qui camminerei con tranquilla noncuranza tra queste meraviglie. Ma se davvero potessimo ogni notte addormentarci e dimenticare…per risvegliarci al mattino con occhi nuovi…che grande regalo sarebbe!