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Fuori sincrono


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“Taste and view” recita un cartello appeso alla porta di un ristorantino di Tripiti. E sulla vista non ci piove.
Il paesino, fuori dalle rotte turistiche più battute è delizioso e domina dall’alto il gigantesco porto naturale di Milos.
Ai suoi piedi un’altra chicca: le casette colorate dei pescatori di Klima si specchiano nell’acqua che ne lambisce le fondamenta in un contesto quieto e più vero del consueto.

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Qui, nelle isole, tra Cicladi e Dodeccaneso, i locali, come il succitato ristorante, sono uno più bello dell’altro. Vista mare o all’interno, sotto pergole di bouganville o ombreggiati da rustiche stuoie, arredati con semplicità ma non banali, sono una vera tentazione.

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Ma, (e qui il ma è d’obbligo), sul “taste” ci sarebbe da discutere. Trent’anni fa, quando insalata era sinonimo di una verde foglia di lattuga accanto alla bistecca cucinata dalla mamma, l’insalata greca era stata una scoperta esotica ed entusiasmante.  Ora, viziata da due anni di Sicilia, mi mancano il  gusto intenso delle sue materie prime a km zero e l’infinita varietà dei piatti. Cosí, come in un film fuori sincrono, gusto e vista non vanno di pari passo.  
A dissipare l’italica nostalgia, una provvidenziale presa elettrica e la capacità del consorte di  montarla ci consentono di fare amicizia con un simpatico equipaggio romano. In buona compagnia e tra piacevoli chiacchiere trascorriamo quindi questi giorni da “ostaggi”, pronti a partire appena  Monsieur Meltemi si distrarrà.

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Mille sfumature di grigio.

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Forse qualcuno resterà deluso, ma le sfumature di cui sopra poco hanno a che fare con i romanzi erotici e molto con le previsioni meteo.
Siamo in trasferta bolognese, come tutti sapete, e siamo rimasti lontani abbastanza per dimenticare i colori dell’inverno. Cielo bigio, nuvole tono su tono, umido e pioggerellina fitta erano già caduti nell’oblio e…senza troppo dispiacere. Al contrario rivedere Bologna e Marina di Ravenna é stato un piacere. La prima, vestita a festa con luci e addobbi, é un soffio di “aria di Natale”

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e il porto di Marina, abituati ormai ad uno scarno pontile, é sempre una gioia per gli occhi.
Naturalmente é superfluo e banale ricordare che la cosa di gran lunga più piacevole sono stati gli incontri con gli amici e, a questo proposito, tanto per non perdere il vizio, abbiamo un’altra “chicca” da raccontare a beneficio della sincronicitá che caratterizza quest’anno.
Mentre chiacchieravamo con i gestori della “Casa della piadina”, a Marina, in attesa di gustarci l’unico cibo di cui abbiamo sentito veramente la mancanza, l’avventore che stazionava nel locale insieme a noi ci ha rivolto la parola, lasciandoci francamente basiti.
“Ma voi siete i parenti di Luca e Monica, quelli che vivono a Trapani, in barca?”
Più che una conferma il nostro sguardo é stata una muta richiesta di spiegazione, risolta dal fatto che, ad Ottavio (questo é il nome dell’avventore in questione, papà di un amico di nostro nipote), era bastato sentirci parlare della Sicilia e notare una certa somiglianza fraterna tra Stefano e Monica per fare due più due!
Presentazioni, risate, una foto ricordo e una comprensibile incredulità generale perché, pur considerando che l’abilità deduttiva del nostro amico é sicuramente superiore alla media, le possibilità di incontrarsi nello stesso posto, alla stessa ora e, in qualche modo, riconoscersi, senza essersi mai visti prima, é cosa, indiscutibilmente, poco comune.
Nulla accade per caso?
Forse.
Certo é che la vita é davvero costellata di inaspettate e bizzarre coincidenze.

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