Il bosco in un imbuto

Si chiamava “’Intrepido”(…a pensarci ora, un titolo davvero improbabile…) ed era una rivista di avventure a fumetti che mio padre puntualmente comprava ogni settimana. Faceva parte di ciò che leggevo al tempo, allo stesso modo dei fotoromanzi che mia zia prestava alla mia mamma. Una lettura per così dire casuale, quasi fosse dovuta per il semplice fatto che me li trovavo tra le mani, molto diversa dai libri che sceglievo accuratamente in biblioteca.

C’era però una rubrica dell’ Intrepido che aveva conquistato da subito i miei favori, tanto da farmi conservare tutti gli articoli in un’ apposita cartelletta. Si chiamava “Cronache del mistero” e narrava di fatti ed eventi fuori dall’ordinario: fantasmi, ufo, percezioni extrasensoriali, avvenimenti inspiegabili, miracoli, luoghi misteriosi…argomenti che mi affascinavano, allora come ora.

Purtroppo questa fantastica collezione è svanita nel tempo ma, se ne fossi ancora in possesso, vi cercherei senz’altro la storia di Eugenio Siragusa. Di Nicolosi, paesino alle falde dell’Etna, nel 1962 sostenne di aver avuto un contatto (il primo di molti) con esseri extraterrestri e da allora divulgò le sue idee e condivise le sue esperienze pubblicamente ma anche privatamente con alte cariche politiche e religiose, diventando un personaggio noto non solo in ambienti “esoterici”.

Con queste premesse, penso non vi sarà difficile capire perchè, venuti a conoscenza da poco sia del personaggio che del luogo del mitico incontro e appurato che quest’ultimo era solo a un paio d’ore d’auto, non abbiamo resistito all’idea di un sopralluogo.

Arrivare all’Etna da Marina è un salto temporale, senza bisogno di effetti speciali. Si lasciano le spiagge ancora piene di bagnanti per ritrovarsi in pieno autunno, con i boschi colorati di giallo e marrone e i castagneti presi d’assalto da famiglie intere alla caccia delle sferiche delizie che ne ricoprono il suolo.

L’aria è fresca, l’Etna, poco lontano, sbuffa e fuma e nel sottobosco spuntano i bucaneve.

Il cratere Sona, la meta designata, è mimetizzato tra i boschi e bisogna conoscere il percorso per trovarlo. La natura ha fatto come sempre il suo corso e l’ha ricoperto di una fitta boscaglia così che ora è un imbuto verde. Gli alberi vi crescono obliqui, quasi fossero in procinto di cadere e l’oscurità aumenta a mano a mano che si scende verso il fondo. Ogni tanto un ciuffo di gialle felci illumina un piccolo angolo, staccandosi dall’uniforme nero-verde che regna sovrano. C’è un profondo silenzio: non fruscio di vento non canti di uccelli.  Percorriamo  un sentiero che ne costeggia l’imboccatura, compiendo l’intera  circonferenza.  Qua e là c’è qualche varco che lascia intravedere il fondo.

Le domande sorgono spontanee: chissà com’era questo luogo 50 anni fa…e cosa avrà visto…e dove… forse sul sentiero, forse in fondo al cratere… Si potrebbe scendere fin laggiù nel  luogo da cui in un tempo lontano è fuoriuscita lava bollente e che ora è sicuramente diventato un piccolo prato verde. Si potrebbe… ma il buio che aumenta, un improvviso ululare di cani in lontananza, la fantasia che galoppa e il consorte che mi fa seraficamente notare che dopo la discesa c’è anche la risalita, mi fanno desistere e ci accontentiamo di ammirare il paesaggio, per così dire, dall’alto.  Certo, qualcuno penserà che è un po’ un peccato, un’esplorazione incompleta, la ciliegina mancante, ma io penso che la bellezza di ciò che non si conosce è proprio quella di potersi immaginare ancora qualunque cosa perchè, in fondo, forse, il vero fascino dei misteri è quello di farli rimanere tali.

Pubblicato da cautha16

Se pensi che l'avventura sia pericolosa, prova la routine. E' letale. (Paulo Coelho)

4 pensieri riguardo “Il bosco in un imbuto

  1. Ciao ragazzi
    Il racconto cattura in pochi minuti come un libro d’avventura
    Da sdraiato sul divano mi sono quindi ritrovato nel fresco della boscaglia ai piedi dell’Etna
    Il finale è perfetto per coloro che come me hanno gli occhi aperti ma vedono scorrere fotogrammi che creano un piccolo filmato di ciò che vogliono vedere
    Ciao al prossimo racconto

    "Mi piace"

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