Turisti dagli accenti più disparati, sotto il sole cocente di un estate siciliana, assaporano con gusto l’iconica colazione di quest’isola: la granita con la brioche… un quadretto che lungi dal suscitare curiosità o stupore, può, al massimo, far venire l’acquolina in bocca.
Eppure, a ben pensarci, una specialità di antiche origini a base di ghiaccio in una terra riarsa dal sole non è cosa così scontata e, difatti, cela una storia che si svolge dal medioevo fino ai primi del 900, quando sui monti di quest’isola ad un passo dall’Africa, gli inverni ammantavano i prati di neve.
Ebbene sì, a pochi chilometri dal mare nevicava, nevicava spesso, nevicava tanto. Così tanto da creare una vera e propria industria della neve che raccoglieva, lavorava e distribuiva il ghiaccio. Difficile da immaginare, eppure nelle foto sbiadite dal tempo, tra i muretti a secco, sui prati chiazzati di bianco, sono immortalati decine di uomini, i “nivaroli”, con le braccia levate al cielo a sostenere sulla schiena quelle che sembrano nuvole bianche e invece sono cumuli di neve.

Un bianco dono della natura che serviva non solo per la dissetante bevanda ma anche per medicina e chirurgia e per conservare il cibo. Un dono che scendeva dal cielo in un breve intervallo di tempo e andava conservato come una gemma preziosa.
Così nascono le neviere, delle costruzioni scavate nella roccia, riempite di strati di neve, separati gli uni dagli altri da paglia, in modo da formare singoli blocchi di ghiaccio. La neve si calava dall’alto e, nella buona stagione, il ghiaccio si estraeva dal basso dove, debitamente “incartato”, veniva caricato sui muli per il trasporto nelle città costiere.

Muli, uomini e neve sono spariti, inghiottiti dal tempo, ma di neviere ne sono rimaste tante. Nella pineta di Chiaramonte hanno dato il nome ad un sentiero che snodandosi nel bosco, passa loro accanto.
Sotto agli alberi verdi, circondati dalle gialle fioriture dello zafferanastro, bisogna chiudere gli occhi per immaginare un candido paesaggio e lastre di ghiaccio in partenza per i salotti nobili del tempo, ma, di certo, la prossima volta che ordineremo una granita lo faremo con gratitudine pensando a chi, secoli fa, ha raccolto e trasportato ghiaccio per permettere a questa dolce icona siciliana di arrivare fino a noi.

Sempre bellestorie scritte benissimo ! Complimenti! Come state? Un abbraccio grande Beatrice e marino
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Ciao ragazzi. Grazie. Qui tutto bene. Procediamo, o, come si dice tra barcaioli…alla via così…
Un caro saluto a tutti voi.
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Carissima,
si percepisce dalla tua scrittura, tornata più ariosa e fluida, il vostro stato di salute in famiglia. Con grande rinnovata gioia leggo quindi i tuoi post.
Baci
Carla
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🙏😘
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