La strada è stretta, tipico delle viuzze del centro di Ragusa e le case si affacciano su di essa come scolarette in fila. Le abitazioni a piano terra con le finestre e le porte aperte sembrano trascurare l’idea che esista una qualsivoglia differenza tra spazio pubblico e privato e il vestito da sistemare che porto con me è il lasciapassare per una di queste. Superato il dislivello che separa il marciapiedi dall’interno mi ritrovo in una stanza ampia con tavoli ingombri di stoffe e, alla luce naturale di una persiana aperta, una vecchia macchina da cucire viene mossa con gesti antichi da abili mani.
Sono al seguito di una cara amica che, venutami in soccorso nel momento del bisogno, mi ha accompagnato dalla sua sarta di fiducia. La Signorina (che ci tiene ad essere chiamata così…) Ciccina mi accoglie con un sorridente buongiorno che non tradisce nemmeno la metà dei suoi anni. Mi fa accomodare nella camera attigua…trasite ‘na stanza…Mi dice che è un lavoro di poco conto….e che ci vuole? E, mentre si muove agilmente prendendomi le misure per la riparazione, si lamenta bonariamente delle telefonate che fanno squillare il suo cellulare…e chi sugno io? Il barbiere di Siviglia?
È amore a prima vista. Scopro che ha otto anni, come dice lei ignorando lo zero e, molto probabilmente, facendosi anche qualche sconto. Fa questo mestiere da una vita, da quando tutte le case intorno erano occupate da sarte e si rammarica che ora è rimasta lei sola. Conosce tutti nel quartiere e la strada per molti (corrieri compresi) è la “strada della signorina Ciccina”. Gli anni sono passati senza che la vecchiaia la sfiorasse, senza lasciarle movimenti incerti, pensieri nostalgici, sguardi malinconici e sono certa che chi l’ha conosciuta a vent’anni non stenterebbe affatto a riconoscerla. Così, mentre ringrazio il mio vestito per avermela fatta incontrare, penso che forse il segreto di chi vive senza invecchiare è non smettere mai d’amare ciò che si è amato. La signorina Ciccina ha vestito uomini e donne per tutta la vita e continua a farlo, con passione e con orgoglio. È ciò che la rende fiera e felice di essere qui. E magari quello che ci insegna è che non dovremmo mai dimenticarci di ciò che ci dà gioia e ci riempie il cuore anche se costa fatica e la vita sembra portarcelo via perché sembrerebbe proprio che soltanto la passione possa sconfiggere il tempo.

