1 Gennaio 2014

Sveglia con molta calma: oggi la colazione la servono fino alle 12…!! Ci aspetta una giornata intensa visto che il centro storico proprio vicino non è. Col navigatore e molto buon senso ci avviamo verso il Corno d’Oro. Nel tragitto non possiamo ignorare una piccola
moschea, molto meno sfarzosa di quelle che dominano il paesaggio al di là dello stretto, ma straordinariamente genuina. All’interno
l’atmosfera è un misto di spiritualità e di intimo rifugio, complice anche l’assenza di turisti. Restiamo affascinati.

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Tutt’altra musica sul famoso ponte di Galata. Dovunque banchetti di caldarroste e cibo da strada, via vai di traghetti, profumo di mare ed una quantità imbarazzante di pescatori. I più arditi cucinano al momento il pescato su bracieri improvvisati .

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Una svolta sbagliata ed eccoci in un’oasi di verde magnifica. Viali di grandi alberi dal tronco pallido e coppiette appartate a guardarsi negli occhi, come in un vecchio film.

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Arriviamo nella piazza che vede fronteggiarsi i più famosi edifici religiosi della città, proprio nell’ora della preghiera e subito ogni idea di rivalità suona ridicola. Il muezzin della chiesa intona e quello della moschea risponde. È un atmosfera incantata, colorata a tenui tinte dall’acqua della gigantesca fontana e dal cielo grigio. Optiamo per visitare la moschea ( meno fila…😁).L’interno è fantastico e, nonostante la folla, si respira un’aria decisamente più spirituale di qualunque altra chiesa occidentale.

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Dopo una sosta culinaria con un kebap buonissimo, assaggiamo un bicchiere di sahlep, di una dolcezza nauseante, e ci avviamo verso l’albergo passando, non proprio casualmente, dal gran bazar. Il paradiso di ogni appassionato di shopping è all’interno di una suggestiva “galleria” colorata d’oriente. Ci limitiamo alquanto: due paia di orecchini, un posacenere e l’immancabile calamita.

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Dai colori ai profumi delle spezie in poche centinaia di metri. Qui è tutto un po’ meno turistico (hanno tutti la visa peró…) Facciamo provvista di curry e peperoncino. Torniamo rigorosamente a piedi fino all’albergo e dopo 5 ore di cammino ci concediamo il ristorante del Sed che oltre ad essere a livello culinario più che buono, ha una location spettacolare sul Bosforo acceso di luci. 

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