Rime

È tutto cominciato questa mattina, quando una insidiosa voglia di cappuccio e brioche si è insinuata nella mia mente a dispetto della consueta censura razionale che applico ormai in automatico. A peggiorare le cose questo insano pensiero è giunto mentre ero immersa nella lettura di un articolo sul grandissimo Gianni Rodari, di cui si ricordava la scomparsa proprio ieri. Unite le due cose, per quanto distanti, e otterrete una me che invece di dare i numeri dà…le rime. La quarantena comincia a fare i primi danni…

È triste il verbo andare: insieme a passeggiare e correre e giocare, nascosto dalla sabbia, dormicchia in riva al mare.

Tra dondoli e altalene, nei parchi cittadini, aspetta dei bambini.

Aspetta lunghi viaggi, aspetta degli abbracci

Pregusta un caffettino al bar del signor Gino

Ha voglia di lontano, tenendosi per mano

Ricorda incontri e posti, palesi e non nascosti…

È triste il verbo andare, è solo e può sognare: un sogno senza età, chiamato libertà.

2 pensieri riguardo “Rime”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.