Quadri di cenere

Scie scure come la pece, sprazzi di luce, linee sinuose, prospettive bizzarre…La scopa, impugnata per ben altri motivi, facilmente intuibili, è invece diventata un pennello che compone quadri inconsapevoli.

Che viviamo in un’isola non è sempre così evidente, che conviviamo con uno dei vulcani più attivi ancora meno. Ma non ieri.

Ieri una fitta coltre nera copriva il piazzale di casa. Non era polvere né terra ma cenere, fine come talco impalpabile, leggera, e, a volte, come la storia purtroppo insegna, mortale. Mamma Etna, 100 km più in là, aveva sbuffato più forte del solito e il vento a favore aveva fatto il resto. Così, ora la scopa traccia disegni sul piancito che quasi quasi dispiace pulire.

È un monito per noi, piccole creature presuntuose che ci sentiamo al sicuro tra quattro mura, dietro una porta blindata, che mettiamo le sbarre alle finestre e l’antifurto all’auto. A madre natura basta un soffio, come quello sulle candeline della torta di compleanno, per spargere il suo respiro a centinaia di chilometri di distanza e, qualche volta, per far dipingere ad un’artista inconsapevole come me, quadri di cenere. 

Pubblicato da cautha16

Se pensi che l'avventura sia pericolosa, prova la routine. E' letale. (Paulo Coelho)

4 pensieri riguardo “Quadri di cenere

  1. …trovi poesia in ogni cosa…un abbraccio da Scutari,Albania,dove abbiamo “filato l’ancora” definitivamente.Giuliana e Roberto del PaddyBoy, adesso a “Villa Kiri”.

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