Il mare chiama, scriveva Barricco e quando ci hai vissuto dentro ne riconosci il richiamo. Riconosci le onde, gli abissi che nascondono, l’orizzonte più scuro che cela la pioggia, gli spruzzi della schiuma e l’umido profumo sulla pelle. Che tu sia su una piccola vela o su un traghetto alto come un palazzo non fa differenza perché la voce è la stessa. Così, sul ponte della Grimaldi Lines, la Sicilia a poppa, la Sardegna a prua, con intorno niente altro che il cielo che si tuffa nel mare, mi sento a casa.

Ma a casa, quella di legno, torneremo tra un po’. Con la primogenita e famiglia stiamo andando a fare una piccola vacanza autunnale, da Cagliari ad Olbia via terra.
L’arrivo al porto ci sorprende per il clima, caldo come in Sicilia nonostante la latitudine e per l’eleganza della banchina. Ma non sarà l’unica sorpresa e nei giorni a venire quest’isola dal carattere ruvido e risoluto avrà modo di stupirci.
Il sud della Sardegna, come la Sicilia ma in modo completamente diverso, ha profumi e colori di macchia mediterranea mentre la terra che sostiene il verde intenso è di un rosso pulito e siccitoso. Lungo le coste si susseguono calette e spiagge, bagnate da un mare di un’imbarazzante trasparenza che riflette i colori del cielo come uno specchio.

Chi, come Silvia e Giuseppe scende al di sotto della superficie, si trova in un acquario naturale, ricco di vita e di meraviglie
Se poi ci si inoltra all’ interno, lo scenario cambia completamente. Sui monti dell’ Ogliastra, a ridosso del mare, sembra d’entrare in un mondo antico: non un elemento umano a disturbare boschi di faggi, lecci, rocce dalle forme inconsuete e immaginifiche.

Ai lati della strada stretta e tortuosa, la primigenia vita vegetale lascia malvolentieri spazio a mucche, porcellini neri e magre capre. Un mondo selvaggio e perduto dove l’uomo, se c’è, è un ospite tollerato e discreto.

Passiamo così qualche giorno tra mare e monti godendoci questa inaspettata estate autunnale e se il tempo è decisamente poco per conoscere anche solo una piccola parte di quest’isola è senz’altro abbastanza per desiderare di tornarci.
