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Questione di sogni

L’altro giorno, per puro caso, mentre ero intenta a faccende che, se la barca fosse una casa si direbbero domestiche, ho sentito, senza vederne le immagini, la pubblicità di un’auto. C’era una voce fuori campo che ricordava ad una persona presumibilmente adulta che delusione sarebbe stata per il suo “io adolescente”  vedere come sarebbe diventato da grande…delusione per tutto, tranne, ovviamente, per l’auto, l’unico sogno, a quanto pare, che il fortunato guidatore era riuscito a raggiungere nella sua vita.

Un pensiero agghiacciante!

Eppure, per vendere un prodotto, gente che di mestiere convince altra gente, dà per scontato che la vita porti ognuno di noi lontano anni luce da ciò che era, da ciò che amava fare, persino da ciò che amava mangiare…e forse è così. Forse è la verità della statistica, dei  grandi numeri, della maggioranza.

Ma per fortuna la realtà, a volte, va in direzione ostinata e contraria (cit. De Andrè) e non tutti dimenticano se stessi nelle pieghe del tempo.

La coppia di sconosciuti che qualche sera fa ballava tra i tavoli di una drogheria non ha dimenticato ciò che era e non l’hanno fatto i commensali, seduti ai tavoli, che tenevano il ritmo al suono di vecchi vinili suonando bicchieri e coperchi e nessuno dei presenti che cantava e si divertiva come faceva da ragazzino.

Festa in valigia a Delicatessen

Non hanno dimenticato se stessi quelli che sanno emozionarsi e ridere e parlare con gli sconosciuti, quelli che amano il loro lavoro, anche se non è quello che pensavano di fare a dieci anni, quelli che cercano sempre qualcosa da imparare anche se sono “arrivati”, quelli che con gli amici di un tempo ci stanno bene come un tempo anche se non si vedono quasi mai. 

Marco e Natalia in visita.

Non hanno dimenticato se stessi quelli che sono rimasti curiosi come bambini, quelli che non si accontentano della prima risposta, quelli che vogliono capire, quelli che fanno progetti soffiando sulla torta di compleanno. E poco importa se le candeline sono venti, sessanta o ottantanove perché, in fondo, è molto semplice. 

Non c’è un’età dei sogni, ma solo sognatori. 

E i sognatori sognano da sempre e non riusciranno a smettere mai,  perché i sogni non hanno fine

e i sognatori non hanno età.