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C’era una volta un piccolo indiano.

Grazie al Sig. Jonathan per lo scatto.

Il piccolo indiano respirava a pieni polmoni. Era la prima volta da quando era nato. Le strade si aprivano dinanzi a lui vuote e silenziose. La coltre di fumo che ogni giorno gli faceva lacrimare gli occhi era scomparsa e poteva vedere il Taj Mahal come mai l’aveva visto: limpido e chiaro. Gli avevano detto che da Jalandhar si potevano vedere le vette dell’Himalaya, bianche di neve. Gli sarebbe piaciuto andare a guardare. Nessuno che lui conoscesse aveva mai visto nulla più di un orizzonte di pulviscolo informe, grigio fumo. Ma il piccolo indiano aveva paura. Molti dicevano che presto sarebbe tornato tutto come prima…

Non preoccuparti piccolo indiano. Non sarà così. Gli esseri umani imparano dai propri errori. Vedrai, le fabbriche che controllano la febbre ai loro operai controlleranno anche quella delle loro ciminiere e l’impatto ambientale dei loro stabilimenti ; il traffico diminuirà, le auto saranno a idrogeno, la gente camminerà, pedalerà, felice di muoversi in un mondo pulito; i governi si occuperanno di scuola e di salute, ignorando gli armamenti perché l’uomo ha capito che la morte non si sconfigge con un fucile ma con scienza e futuro; i medici e gli scienziati insegneranno agli uomini come vivere in salute, da giovani e da vecchi, perché ora sanno che la vera vittoria non è guarire ma non ammalarsi; i campi non saranno più irrorati di veleni e i mass media useranno la loro forza di persuasione , così potente che ha potuto terrorizzare il mondo intero, per diffondere ideali di libertà e di cooperazione; le forze dell’ordine che hanno sperimentato la loro efficacia nell’esigere il rispetto delle norme, continueranno il loro lavoro di controllo e saranno zelanti e intransigenti con chi lascia rifiuti per strada, getta plastica in mare, maltratta donne e bambini…; caleranno i consumi inutili, gli uomini sceglieranno di vivere in luoghi e con persone che amano non in dormitori dai quali si vuole solo fuggire e i social, che tanto hanno fatto loro compagnia, saranno accantonati e ignorati appena potranno di nuovo guardarsi negli occhi e abbracciarsi…

Ma il piccolo indiano non è tranquillo. Non può esserlo perché non esiste, è il personaggio di una favola ma la sua vita è vera. In India in un anno muoiono 2,3 milioni (MILIONI) di persone per inquinamento( cit. Internazionale ), non perché siano malate ma perché mangiano e respirano. Il virus non riuscirà a fare altrettanto…ma ci ha mostrato molto…le promesse al piccolo indiano potrebbero…dovrebbero… essere mantenute.

Il condizionale è d’obbligo perché se la vita vince sempre, noi potremmo non esserne all’altezza e questo verbo che prevede un futuro e il suo esatto contrario racchiude tutte le mie disillusioni e le mie speranze.

Fine della favola: e vissero tutti……………….