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Singing in the rain

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Se avessi cantato sotto la pioggia in quest’ultimo periodo, quasi sicuramente sarei pronta per Sanremo. Qualcuno potrebbe obiettare che non ci vuole poi molto, ma il fatto resta: siamo in Sicilia e piove da un mese.
La pioggia non rende la vita particolarmente comoda a nessuno ma diventa veramente fastidiosa in barca: bisogna trovare un posto dove fare sgocciolare le giacche fradicie senza allagare le cabine, togliersi le scarpe nel pozzetto diventa un’operazione da fachiri… e amenità simili.
A consolarmi c’è (incredibile per chi mi conosce) la spesa quotidiana. Ho sempre detestato far la spesa (non a caso il mio frigorifero e la mia dispensa erano la prova inconfutabile dell’esistenza dell’antimateria ), ma qui c’è un’abitudine meravigliosa.
I fornai sfornano pane per tutto il giorno!
Entrando in un forno alle sette di sera si è certi di uscirne accompagnati dall’esortazione:
“Attenzione che brucia!!”.
Prima d’ora il pane caldo era solo un ricordo della mia infanzia. Nello sperduto paesino in cui passavo l’estate il pane bisognava ordinarlo e alle undici veniva consegnato alla bottega tuttofare del luogo. Il compito di portarlo a casa toccava allo stuolo di ragazzini villeggianti e locali a cui appartenevo e che si assiepavano a quell’ora davanti al mitico “bottegone”. Resistere alla tentazione di una pagnotta calda é difficile sempre, impossibile a 14 anni e i sacchetti arrivavano nelle rispettive abitazioni molto più leggeri di quando erano stati presi in consegna.
Il pane appena sfornato é un’opera d’arte: ha un caldo colore dorato e quando si spezza, per un attimo, il vapore che fugge dall’interno ne confonde i contorni. Scalda le mani e scricchiola piacevolmente sotto i denti. Il profumo,fragrante, è l’anticipazione del gusto: più o meno salato ma sempre con un retrogusto dolce, croccante al primo morso, nasconde una mollica morbida e umida. Sembra fatto apposta per appagare tutti i sensi.
Così, sotto l’acqua torrenziale di questi giorni, comprare il pane quotidiano diventa una faccenda tutt’altro che sgradevole e non vedo l’ora di rispondere al fornaio: ” Grazie, non si preoccupi, farò attenzione…”.

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