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Terrestri?!?

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Cautha sul travel lift

Ed ecco, l’anno è appena iniziato e noi siamo a terra. Non in senso figurato (per fortuna) ma squisitamente letterale.
Cautha ha lasciato il suo specchio acqueo ed è in cantiere in attesa della solita manutenzione ordinaria. Si fa per dire, perché, come sa chiunque si occupi di manutenzione di mezzi meccanici, ordinaria e solita non è mai. C’é sempre qualche imprevisto dietro l’angolo, qualche lavoretto che…già che ci siamo…
Così abbiamo fatto le valigie da bravi turisti e ci siamo trasferiti sulla terraferma, tra pareti solide e immobili.
Ora, ogni volta che trascorro un po’ di tempo a “secco” mi sento come se fossi messa alla prova e resto in vigile attesa: vedi mai che dal profondo salga un po’ di languore malinconico, un certo accenno di nostalgia del mattone…
Credo sia un dubbio lecito.
In fondo, in questi anni, abbiamo conosciuto tantissimi equipaggi barcaioli, ma coloro che hanno abbandonato definitivamente l’”immobile” per il “mobile” non sono stati tanti.
Così mi guardo intorno e soppeso pregi e difetti della mia cornice attuale.
Apprezzo la noncuranza con cui reagisco al vento forte,  ai temporali e alle allerte meteo (che tanto i muri mica si muovono).
Mi godo il cinguettio degli uccelli sugli alberi e il profumo dei limoni e della terra.
Mi diletto a strappare erbacce con gesti di non così antica memoria.
Sto bene, sono a mio agio.
Ma nonostante tutto, la nostalgia non sale. Ancora no.
L’idea che il luogo dove vivo, la mia casa, possa spostarsi, anche di poco, anche per poco, anche no, se non mi va, ma che possa…é ancora un privilegio che mi appaga.
Verrà il giorno in cui i muri avranno la loro rivincita ma per adesso, seduta nella spettacolare terrazza della mia provvisoria dimora, guardo la terra delimitata dal mare e il mare correre e svanire all’orizzonte e penso che per questa volta, ha vinto ancora lui.

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La costa da Marina di Ragusa a Punta Secca

La mia casa è partita in barca

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Le storie raramente sono strade con una direzione precisa. Piuttosto simili a fronde d’alberi, con rami intricati, ricami diversi a seconda del punto da cui si guarda.
Così la nostra piccola e modesta storia.
Noi, a nostro modo, l’abbiamo raccontata, ma questa volta la narratrice è una giovane viaggiatrice che scopre all’improvviso da dove vengono quei “geni malati” che la spingono a partire, è una figlia, poco piú che adolescente, i cui genitori “scappano” di casa, è una sorella che non sa piú in che parte del mondo cercare i suoi affetti.
È la storia di un’idea ma anche di dubbi, di domande e di risposte, ricca di aneddoti, sincera e scanzonata.
Ma soprattutto è una storia che sorride e fa sorridere: è la Sua storia della Nostra storia.

Silvia presenta “La mia casa è partita in barca”, edito dal Frangente al salone di Genova il 24 e 25 settembre. Se passate di lì andatela a salutare, ne sarà contenta.
E se volete leggerlo ovunque siate:

https://www.amazon.it/gp/aw/d/8898023707/ref=mp_s_a_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅZÕÑ&qid=1473671669&sr=8-1&pi=SY200_QL40&keywords=la+mia+casa+è+partita+in+barca&dpPl=1&dpID=51BbsEJUWrL&ref=plSrch

http://www.ibs.it/code/9788898023707/sola-silvia/mia-casa-e-partita.html – La mia casa è partita in barca – Sola Silvia – Libro – Il Frangente – – IBS

Tutto in una tasca

IMG_1913Ci siamo! Tra poco la partenza… e il trasloco urge. Passare da una casa grande ad una più piccola è già un’impresa ma passare da una casa ad una barca di 13 metri è una vera avventura. La sensazione è quella di svuotare una vasca con un colapasta. Gli scatoloni formano pile sempre più alte ma le stanze sono sempre misteriosamente ingombre di cose…!
Eppure i cassetti che si svuotano, i muri che tornano nudi non sono così malinconici come si potrebbe credere, anzi, sanno di promesse, di pulizia.
È un vero e proprio esercizio per l’anima scegliere quello da portare con sè e quello di cui “liberarsi”.  Si parte dal non sapere proprio quale maglione lasciare a casa e si finisce per  non portarne neppure uno… tanto farà  caldo…
Per i ricordi è un po’ più dura, ma fortunatamente tra i tanti oggetti che hanno un perché  ce n’è sempre almeno uno che può stare in tasca, così  se l’albero di mele deve restare in giardino, il libro ingiallito, letto e riletto, regalato anni e anni fa, può venire con me…
Devo ricordarmi di donare sempre cose piccole alle persone a cui tengo…un giorno potrebbe fare la differenza…