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In fila per tre

Entrata nel canale di Lefkada

Beh, non proprio in fila per tre…e nessun direttore…e nessuno che batte le mani…perchè Bennato, è ovvio, pensava a ben altro, ma quando suona la sirena, le barche che giravano come squali in tondo su se stesse, si mettono in ordinata fila indiana e procedono lentamente nel canale. Siamo a Lefkada, la porta delle mitiche isole ioniche, meta prediletta del turismo nautico.
Lefkada è un’ isola, ma un po’ per finta, separata com’è dalla terraferma solo da un ponte, quello appunto che si apre obbediente per lasciar passare le imbarcazioni.
L’avvicinamento ha del fantascientifico perché fino all’ultimo istante la prospettiva inganna e, a dispetto delle carte nautiche, sembra di essere diretti ad un insano spiaggiamento.

Poi, però, si scorge il canale con le boe rosse e verdi a delimitare la rotta.  All’interno una specie di mare chiuso, accanto al quale sonnecchia placida una laguna, straboccante gabbiani e altri volatili dal nome sconosciuto.

Quando il canale finisce, cominciano miglia di mare blu con isole e isolette, baie ampie o strette come fiordi, colline dalla lussureggiante vegetazione che rendono l’acqua color delle foglie.

La relativa calma di queste acque, circoscritte dalla terra, richiama, per sua natura, una quantità di imbarcazioni che ha dell’incredibile e le rade più gettonate sono piene come i parcheggi degli ipermercati. Così non stupiscono gli incontri: barche che hanno svernato in Sicilia e ora sostano qui ma, molto più inaspettato, anche un salto nel passato.  Nostri vicini di…pontile nell’epoca “pre Cautha” a Marina di Ravenna, Vittorio e Graziella sono qui con la loro Danae da diversi anni e col loro accento familiare ci ricordano la Romagna e siglano una nuova entrata nel registro degli ospiti.