Incontri

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Sono le undici di sera. Il molo è deserto. I barconi dei turisti sono ormeggiati, imbevuti d’umidità. Una coppia si avvicina, stanno chiacchierando. Sembrano persone tranquille. Potrebbe chiedere a loro, se solo fosse sicura di volerlo fare.
Ha quattordici anni, capelli lunghi, biondi, che profumano di shampoo. Viso pulito, i soliti pantaloni col cavallo a mezza gamba come tutti quelli che hanno la sua età, ma non si sente proprio uguale a loro.
I due le passano accanto. La guardano. Prende un bel respiro. Si decide. “Scusate, posso fare una telefonata?”.
Si fermano. “Ma certo!” Lei cerca nella borsa poi scopre d’averlo dimenticato. Forse è una scusa. Lui dice di non aver più credito. Una scusa, sicuro, ma sembrano dispiaciuti.
Però…ora che ha cominciato, vuole arrivare in fondo. “Devo chiamare il 112, la chiamata è gratuita”.
Ecco, lo sapeva. Adesso la guardano perplessi, forse anche un po’ preoccupati. “Cosa ti è successo?”
E comincia! Comincia a dire quello che dovrà ripetere ancora tante volte finché non tornerà in comunità. “Sono scappata, da un mese quasi…”
Non ha paura, non è disperata, non è confusa. E’ solo stanca e molto molto nervosa.
Lui le passa il telefono. “Non sapete quanto mi batte il cuore…”
Loro le dicono di stare tranquilla, di sedersi. Anche Lei si siede sul bordo della strada.
Dall’altro capo del telefono le solite domande. “Alexandra, Alexandra con la x… quattordici…ho chiesto il telefono ad un passante…” Il cellulare passa di mano in mano. Vogliono parlare con Lui, poi ancora altre domande, poi finalmente è finita.
Mentre aspettano la pattuglia Lui le dice di non preoccuparsi, le dice che è una ragazza intelligente, che la vita è lunga, che ha ancora tante strade aperte, tante scelte. Magari lo dice tanto per dire, magari ci crede, magari è persino un po’ vero.
La pattuglia ci mette un po’ ma poi arriva. I due agenti sono due brave persone, sono gentili, la porteranno in caserma, da una dottoressa, dicono. Sa già chi è, la conosce bene. “Spero che il sedile dell’auto non sia duro…” La prendono un po’ in giro per questa insolita preoccupazione. Deve spegnere la sigaretta. L’auto parte.

…La salutiamo e proseguiamo adagio verso il marina. La pensiamo allo stesso modo.
A dispetto di tutto, ha una bella luce negli occhi, una viva scintilla.
Speriamo che se ne accorga, o che qualcuno l’aiuti a farlo.
Speriamo che possa trovarsi al posto giusto, nel momento giusto.
Speriamo che riesca a scegliere.
Speriamo.
Buona fortuna Alexandra,  Alexandra con la x!

2 pensieri riguardo “Incontri”

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