Cercatori

Abbeveratoio ibleo

Beatamente adagiata tra le braccia di Morfeo, solitamente non mi rammarico di ciò che mi perdo tra le sette e le nove del mattino, ma quando mi capita di dare uno sguardo al mondo che c’è a quell’ora, non posso che apprezzarne la bellezza.
Il mare ha un fascino diverso in ogni istante del giorno e la luce antimeridiana è particolarmente vivida e pulita. Me la godo dall’alto, dalla piazza che guarda il porto e le barche, immobili sull’acqua liscia come l’olio.
Siamo in attesa di Gianfranco e di Corrado e il motivo dell’alzataccia è che stiamo per andare a funghi. Passatempo squisitamente appenninico…finora. Ma se c’è una cosa che questa terra ci ha insegnato è che qua non manca nulla. Spiagge, scogliere, vigne, vulcani, monti, torrenti, campagna e città, colline, boschi, prati e… funghi.

foto da discoversicilia

C’è tutto, o almeno dovrebbe esserci; già, perché i funghi non basta ci siano bisogna anche trovarli. Accompagnati dall’instancabile Jago, che mi ha preso in simpatia, ci inoltriamo tra gli altopiani dei monti Iblei, cercando attorno alle ferle, cespugli dai pennacchi morbidi che si contendono i prati con le mucche al pascolo.

Jago compagno di viaggio

Protetti dai loro rami e mimetizzati dal trifoglio spuntano i ricercati del giorno: i funghi della ferla, appunto. Mimetizzati in verità fin troppo bene perché, nonostante con i bastoni spostiamo, diligenti, ogni foglia per scorgerne traccia, il lungo cammino è infruttuoso.
Ma forse è colpa del paesaggio che distrae troppo spesso lo sguardo dal terreno. In questo autunno che ha tutti i colori della primavera le colline sono una tavolozza di toni di verde, i pascoli si succedono alle vigne, le vigne alle macchie di carrubi; i muretti a secco disegnano i fianchi delle colline e, qua e là spuntano vecchie masserie di pietra, talvolta rimesse a nuovo,  e talvolta morsicchiate dal tempo. Sembra un presepe a cui mancano solo fiocchi di bambagia per fingere una neve che non c’è.
Sono sincera quando dico che già solo questo sarebbe bastato come bottino ma Gianfranco non vuole farci tornare a mani vuote e parte del raccolto di un più fortunato cercatore finisce nel nostro cesto. Così, con la vista appagata non ci resta che appagare il gusto e vi assicuro che il risultato è all’altezza del paesaggio.

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