Arance

IMG_4549Quando insegnavo circolava tra noi docenti un aneddoto, uno dei tanti, che riguardava i bambini di città. Si trattava di un piccolino che, interrogato sulla fonte da cui proveniva il latte, aveva risposto senza indugio:
-Dalla Coop.
Nessun sospetto sfiorava la creatura, che aveva visto l’alimento sempre e solo in un cartone colorato e certo niente legava la bianca bevanda mattutina con un animale ingombrante e straniero come la mucca.
Tra noi si sorrideva della cosa, (anche se con una certa preoccupazione) ma soprattutto ci si chiedeva come fosse possibile una simile mancanza.
Eppure, quattro anni fa, io, al pari del ragazzino in questione, se avessi dovuto rispondere solo per esperienza diretta, avrei dovuto dire che le arance crescevano nelle cassette del fruttivendolo. La prima volta che ho visto un’ arancia su un arancio, infatti, è stato a Trapani, al mio primo anno mediterraneo. Da buona emiliana ero abituata a vedere sugli alberi solo mele e ciliegie e, anche se può suonare ridicolo, quella prima volta fu una vera emozione.
L’arancio è un albero amichevole, aggraziato, paffuto. Come gli agrumi in genere, non mette soggezione, non incombe, è un albero pacifico, familiare. Il verde delle sue foglie è intenso e profondo, il profumo delle zagare inebriante e sensuale ed i suoi frutti rotondi sembrano decorazioni di natale, vivide tra i rami. È bello da solo, anche in un cortile abbandonato, figurarsi quando gli aranci sono centinaia. Di recente siamo andati proprio in un aranceto, lasciato in ostaggio alle erbacce dai proprietari, che purtroppo non se ne possono occupare più. Accompagnati da un amico abbiamo avuto il permesso di entrare e di raccogliere…

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Così, dopo il cancello, si è aperto una sorta di Eden.
Gli alberi erano così carichi che già parecchi frutti erano caduti a terra e per riempire una borsa è bastato ruotare la punta dei piedi ed allungare la mano, senza neppure spostarsi da un albero all’altro.
Tutt’intorno profumo e silenzio e il succo dolcissimo delle arance, mangiate al momento.
Difficile non sentirsi appagati. Difficile non restare ammirati. Difficile (e deplorevole) non essere grati.

La natura non fa nulla invano.(Aristotele)

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Il raccolto

1 commento su “Arance”

  1. Che meraviglia! Da ragazza ho sognato di avere un giardino mediterraneo, che rappresenta per me l’incanto assoluto, la magia della vita.
    Da piccola invece portavo a spasso Pucci nella tua strada, ma all’incrocio con via Bixio, e mi soffermavo a contemplare l’orto più grande del quartiere.
    Ora convivo con qualche rampicante e due orchidee che spero sopravvivano alle mie cure inesperte, ma questa è un’altra storia.
    Viva gli agrumi di Sicilia!

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