Con gli occhi al cielo

La luna piena e luminosa è ancora alta in cielo e ancora non si intravede il lieve colore dell’alba. Eppure l’evento deve essere imminente perchè nel silenzio assoluto della notte mi ha svegliato un trillo squillante e ritmico. Il cinguettio proviene dai boschi qui accanto e poco dopo un altro se ne aggiunge e, dopo un breve duetto, prende il posto del primo, per cedere, infine, ad un altro cantore il ruolo di solista. La sinfonia è meravigliosa e vale il risveglio antelucano. Siamo in camper, in sosta libera nell’ampio piazzale del Santuario del Monte Dinnamare, un luogo dalle vaste prospettive, affacciato com’è da un lato sullo stretto di Messina e dall’altro sulle isole Eolie.

Lo strepitoso paesaggio, i folti boschi e i prati punteggiati di ciclamini e margherite varrebbero da soli il viaggio ma, in questi giorni, c’è un motivo in più per essere qui. Siamo sulla rotta migratoria dei rapaci che dall’Africa vanno a nidificare in Europa. Da qui passano fino a migliaia di uccelli al giorno, sfruttando le correnti ascensionali per attraversare lo stretto.

Uno spettacolo per noi tanto inusuale quanto affascinante ma pane quotidiano, invece, per gli appassionati che muniti di binocoli, macchine fotografiche e taccuini monitorano il passaggio. Il gruppo eterogeneo unisce in un’unica grande passione ragazzi e pensionati, tutti con gli occhi al cielo a scrutare, distinguere, ricordare e a spiegare a noi profani che li ascoltiamo con stupore e riconoscenza come distinguere un falco pecchiaiolo da quello di palude, un’ aquila giovane da una vecchia, un’albanella femmina da un maschio.

Con generosità ed entusiasmo Ivano, Alessandro, Davide e gli altri tutti ci introducono nel loro mondo. È un mondo fatto dai colori delle piume, dal profilo delle ali, dall’incedere del volo, un mondo di creature ancora misteriose che percorrono migliaia di chilometri semplicemente per creare nuova vita, che riconoscono il vibrare dell’aria più calda che li trasporterà senza fatica, che prevedono l’arrivo dei venti ostili prima di qualunque meteorologo. Figli della natura e dell’istinto si librano nel cielo eleganti e maestosi, si riuniscono in gruppo e salgono come danzatori provetti nel cuore delle “termiche” e talvolta improvvisano un girotondo sopra i nostri sguardi rivolti al cielo.

Da quaggiù a noi sembrano piccoli piccoli ma se potessimo vedere con i loro occhi, sentire dentro di noi il loro istinto, connetterci come loro con la natura e con la forza vitale che fa girare il mondo, allora capiremmo che sono loro i giganti e noi i piccoli puntini neri all’orizzonte.

Nb. Un grazie di cuore ad Alessandro (Alessandro Micalizzi Photography) per il suo tempo e gli scatti che ci ha regalato.

Pubblicato da cautha16

Se pensi che l'avventura sia pericolosa, prova la routine. E' letale. (Paulo Coelho)

Una opinione su "Con gli occhi al cielo"

  1. Fantastico! Proprio poco fa guardavo la webcam della Regione Lombardia sul Pirellone a Milano, attraverso la quale si possono osservare i tre pulli della coppia di falco pellegrino che li’ nidifica da qualche anno. Si puo’ seguire in diretta la loro crescita e svezzamento. Che meraviglia l’osservazione della natura…

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