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Titoli di coda

Ci sono cose che cominciano e finiscono in modo inequivocabile e altre che hanno contorni sfumati e mutevoli. Sicchè, nel voler dare un’età a CasaCautha mi trovo smarrita e indecisa. Quando ciò che non c’era e ora c’è ha cominciato ad esistere? Mentre firmavo un atto dal notaio o quando esploravamo i dintorni  alla ricerca di un pezzo di terra ? Mentre tracciavamo con la matita i contorni del luogo in cui ci sarebbe piaciuto abitare o molto prima quando salutavamo Cautha dal pontile con un groppo allo stomaco ma già l’idea di un futuro diverso? L’inizio sarà stato il primo getto di cemento per il muretto di recinzione o la prima colonna di legno?

È faticoso mettere una bandierina sulla linea del tempo che dica << da qui in poi…>> ed è altrettanto difficile mettere una fine perchè il luogo in cui si vive non è mai cristallizzato nel tempo ma sempre in continua mutazione.

Così lascerò perdere date e anniversari e dirò solo che se da qualche giorno mi sveglio e vivo in un nido profumato di legno non è merito né mio né del tempo. Non ricordo chi si chiedeva perchè mai nei titoli di coda di un film ci fosse un elenco infinito di persone e non fosse dispensato altrettanto onore ad una pagnotta di pane, ma la cosa mi ha sempre fatto sorridere. E se la cosa vale per il pane che dire di una casa? Quindi con l’intento di rendere onore a chi lo merita, in ordine assolutamente casuale citerò nei miei “titoli di coda” con profonda riconoscenza tutte le persone che con il loro lavoro fatto di esperienza, di passione e di fatica hanno permesso ad un’idea di diventare realtà.

Grazie a chi ha guidato la ruspa, a chi ha spostato la terra, a chi ha interrato i tubi, a chi ha segato il legno, a chi ha spostato, unito e incastrato le travi, grazie a chi ci ha regalato idee, a chi ha plasmato il cemento, a chi ha lavorato l’alluminio, a chi ha fatto i calcoli, a chi ha seguito le pratiche, a chi ha fatto gli ordini e, ahimè, mandato le fatture, grazie a chi ha montato gli interruttori, a chi ha imbiancato i muri, a chi ha messo le piastrelle, a chi ha posato il parquet, grazie a chi ha trasportato il materiale, a chi ha organizzato il lavoro, grazie a chi ha costruito la strada e a chi ha montato le grondaie…manovali, artigiani, professionisti, imprenditori…

Avrei voluto avere una foto per ognuno di loro o riuscire a citarli per nome ad uno ad uno ma francamente si è rivelata un’impresa impossibile. Mi sono dovuta accontentare di una trave firmata in ordine casuale, come volutamente casuale è stato questo elenco, perchè il lavoro quando è onesto e sincero non ammette classifiche, ma vive e cresce con l’apporto di ognuno. È solo quando insieme si lavora per uno scopo e ognuno dà il meglio di sé che i sogni possono diventare realtà.

CasaCautha non avrebbe potuto fare a meno di nessuno di loro.

Grazie infinite a tutti! 

Pop up

La traduzione letterale di pop up è “saltar fuori”, “apparire” e, fino ad ora, era sempre stata legata a quegli splendidi libri animati per bambini che, semplicemente girando pagina, trasformano disegni piatti e bidimensionali in scenografie a tre dimensioni. In questi giorni, però, come in un’avventura di Gulliver, il libro ha preso le dimensioni della nostra futura casa.

Nel terreno, diventato nel mio immaginario pagina, pennellata dal grigio del cemento, è apparso, in un soffio di tempo, tutt’altro.

Travi di legno, apparentemente inermi, come giganteschi stuzzicadenti, si sono svegliate dal loro orizzontale torpore per diventare colonne di un inusuale tempio moderno.

Altre travi si sono aggiunte e, come per miracolo, sono scivolate le une sulle altre, incastrandosi, unendosi, dando vita a strutture fino ad un attimo prima impensabili.

Così, unendo i puntini, legno con legno, numero con numero, come in una macroscopica settimana enigmistica sono apparsi un tetto, un pavimento… l’embrione di CasaCautha.

Ed è proprio il caso di parlare di embrione perchè, pur essendo materia inanimata, questa casa è cresciuta, come un bambino e ancora crescerà sotto le mani laboriose di chi, con perizia ed esperienza sa cosa fare per trasformare le cose e dar loro nuova vita. Finché un giorno, forse più vicino di quel che penso, sarà finita e nasconderà soltanto al suo interno e nella nostra memoria ciò di cui è fatta. Per tutti gli altri, per quelli che, dopo qualche tempo ripasseranno di qui sarà un gigantesco e affascinante pop up, “saltato fuori” e “apparso” per magia, dall’oggi al domani, su una pennellata di grigio cemento.