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Epidemia musicale

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Come in tutte le epidemie l’inizio è stato un incolpevole ed innocuo dettaglio. Nello specifico il mio ricorrente e finora inutile tentativo d’imparare a suonare la chitarra. Un’idea un po’ bizzarra forse, ma certo non pericolosa se non per le orecchie degli ignari che hanno dovuto sopportare le mie prime lamentose note.
Purtroppo, però, anche l’idea più innocente può avere conseguenze inattese così, ispirato dal mio tentativo, Francesco, in arte Ciccio, ha ben pensato di lanciare una sfida alla primogenita creatura.
Ora,  se c’è una cosa alla quale Silvia non resiste sono le scommesse.
Incurante del fatto che tra le sue mille virtù la perseveranza non è ai primi posti, ha accettato di dimostrare, a distanza di un anno, di saper suonare la chitarra in una band amatoriale scelta dallo sfidante.
Mosso a compassione, per evitare all’incauta figliola il pagamento di una costosa cena di pesce (prezzo dell’eventuale sconfitta) il consorte è intervenuto ed hanno avuto inizio le lezioni per Silvia.
E proprio qui la trama si complica.
L’aula musicale è a cielo aperto, nel campeggio di Marina  e, forse per questo, forse per qualche bizzarro scherzo del destino, ogni volta che il consorte si accinge al prestigioso incarico d’insegnante qualcuno si avvicina alla coppia musicale.
Si potrebbe credere siano amanti della musica, principianti che si riconoscono negli esercizi e nelle difficoltà, semplici curiosi…e invece…
Insegnanti di professione, virtuosi  per passione, musicisti professionisti!
In breve la chitarra passa di mano e si resta tutti in adorante ammirazione. Così anche con Kevin, l’ultimo “calamitato” chitarrista inglese. Professionista da una vita, ha suonato, tra gli altri, con De Andrè, con il Mistero delle Voci Bulgare e ha girato il mondo con la sua musica.
In vacanza con la moglie, è modesto e alla mano come solo chi davvero sa riesce ad essere. Ci invita a pranzo, suona con noi, si unisce alle serate musicali del venerdì sera, ci regala il suo cd.


Sentirlo suonare induce a desiderare il rogo per il proprio indegno strumento ma suonare con lui è un onore e un piacere e non posso che augurarmi che la musica continui a chiamare musica, che questa inattesa calamita continui a farci conoscere persone straordinarie e che  questo benefico contagio continui a diffondersi.

Il bello della musica è che quando ti colpisce non senti dolore

(Bob Marley)