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I pescatori di Komiza

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Lo sapevo che c’era una bella storia dietro questi muri…
E l’occasione per scoprirla è stata la visita al museo della pesca. Niente di che, a dire il vero, ma la guida, in un italiano un po’ stentato, ci ha raccontato perché c’è questo piccolo castello sulla riva del mare.
Dunque…

C’erano una volta, circa 500 anni fa, degli uomini grandi e forti che abitavano queste case: erano i pescatori di Komiza. Vivevano di ciò che il mare dava loro e, per fare buona pesca, erano soliti andare in un isolotto tra le terre italiche e le loro. Quando il mare era grosso o, al contrario, c’era bonaccia, toglievano le vele e smontavano la parte superiore dello scafo per riuscire ad andare a remi: 15 ore ad andare e 15 a tornare…avevano braccia forti i pescatori di Komiza!

In questo stesso mare, navigavano uomini agguerriti e bellicosi: i pirati. Per questi uomini la forza dei pescatori di Komiza era merce rara e, quando giungevano in paese, rapivano i pescatori per farne schiavi.
Finchè, un giorno, chissà come, chissà chi, qualcuno pensò di usare le forti braccia dei pescatori di Komiza per mettere un mattone sull’altro e costruire un castello, proprio all’entrata del golfo.
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Quando dall’alto spuntavano all’orizzonte le navi pirata, i pescatori salivano per una scala di corda fin in cima al castello, la ritiravano e da lassù, forniti di viveri e acqua, attendevano che i pirati se ne andassero…questa volta con le mani vuote!

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Brevi incontri e brevi percorsi

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Fermi a marina kremik, incontriamo due simpatici veneziani con un Delphia a deriva mobile. Insieme al caffè (squisito, con tanto di mandorline d’accompagnamento…una vera ricercatezza!) ci offrono ricordi di viaggi, di bagni nei canali della Serenissima (quando ancora si poteva) e condividono con noi l’affetto riconoscente per babbo Skipe quando si hanno figli dall’altro capo del mondo.

Mentre loro si spostano a nord noi procediamo verso sud: ben 4,3 miglia (!!!) da Primosten a Rogoznica. Vista la distanza riusciamo a partire alle 12,20. Mai visto nella nostra storia velica! Tanto per non farci rilassare troppo, comunque, l’amico Navtec, nonostante la splendida giornata, continua a segnalare “possibili temporali”…

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Lussino

IMG_2986Partenza! Molliamo gli ormeggi approfittando di una finestra meteo alle quattro. I colori del cielo sono post bellici: rosso e arancione tra nubi nere, sfilacciate all’orizzonte. Nonostante tutti i siti meteo siano rassicuranti, la mia insana fantasia in traversata raggiunge il massimo e passa in rassegna tutte le possibili (e impossibili) catastrofi. Unico rimedio valido per placare la mente irrequieta ( e so già cosa penserete…) é un bel bicchiere di rosso… o, in alternativa, tutto il repertorio di canzoni che ricordo a squarciagola… Comunque, la traversata é tranquilla, anche troppo per certi versi. Il silenzio radio che ci accompagna fino a 15 miglia dall’arrivo ha del surreale: non una voce, nemmeno croata, non un pescatore che parla con un collega , non una comunicazione al porto… Niente di niente. Sembra d’essere in un episodio de” Ai confini della realtà”.
E, invece, arriviamo a Lussino dove ci aspettano altri amici.
Sembra una vacanza come le altre, però …il viaggio é cominciato!