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L’amicizia è servita…

 

Foto gentilmente concesse da Antonio

Poi la cuoca senza dire altro iniziò a preparare le acciughe, ad accendere i fornelli, a mischiare gli odori e quando la ragazza la vide così intenta, immersa (…) con il vapore che la nascondeva, il fuoco che creava mille luci sul suo volto, i movimenti che danzavano, si disse (…) che quando cucinava non era più la stessa, diventava anche lei un ingrediente, l’arte mostrava il vero volto delle persone…
(Silvia Sola – Sognando Venere)

Chiunque abbia mangiato anche una sola volta all’home restaurant “Franzalda” sa, senza bisogno di sbirciare in cucina, che è proprio questo che accade quando Alda è ai fornelli. Come tutti gli artisti diventa parte delle sue opere, trasforma e crea, miscela fantasia e passione e regala pizzichi di sé in ogni portata. Non sappiamo se, come la cuoca del libro, aggiunga

 un po’ dei suoi ricordi per condire meglio il piatto

ma qualunque sia l’ingrediente segreto…ricordi, desideri, sogni…è certo che esce dal cuore e ai cuori parla.
E questa volta i cuori non sono solo i nostri ma anche quelli di alcuni amici che ci sono venuti a trovare dandomi l’occasione di riaprire il registro degli ospiti.
Riuniti attorno al tavolo Antonio e Rosi, simpaticissimi vicini di barca, Mauro, nostro ispiratore velico, con la sua famiglia e Roberto che, accompagnato da Nicoletta, merita una menzione speciale essendo riemerso dalle  nebbie di un passato remoto, quando ancora giravamo in camper e Silvia era piccolissima.
In loro piacevole compagnia ci regaliamo questa cena.
Sono amici di tempi e di luoghi lontani e diversi, sconosciuti gli uni agli altri. Ma sappiamo che non lo resteranno a lungo.

  Giusto il tempo del primo antipasto.

Perché se intorno ad un tavolo è difficile restare sconosciuti, quando il cibo ha un’anima non possono più esistere  estranei.

 

Appuntamento al buio.

Scoccano le otto. Le campane sottolineano un crepuscolo arrivato da non molto, grazie all’ora legale. Siamo fermi davanti alla chiesa. Ci guardiamo intorno, in attesa. Tra poco arriverà un’auto e ci porterà da qualche parte per un invito a cena. Solo l’ora e l’auto…non sappiamo altro. Qualcuno ha letto il libro di Silvia e ci vuole conoscere.
Qualche minuto e poi, in perfetto orario, la Citroen arriva e si ferma. Accanto al guidatore un uomo è quasi ripiegato su se stesso, data l’altezza…

Sembrerebbe l’inizio di un racconto poliziesco e invece è l’ennesima dimostrazione della predisposizione genetica dei siciliani all’accoglienza, alla convivialità.
La portiera si apre e Franz, nativo di Marina ma dal passato emiliano, ci presenta Vincent, navigatore americano con la barca al porto. Pochi minuti e, come capita qui, diventiamo quasi di casa e la cena che segue (fantastica!) con Alda, Federica, la nonna e il piccolissimo Jacopo diventa una cena in famiglia, che neppure il bilinguismo maccheronico riesce a smorzare.
Rientriamo al porto, rinfrancati nel corpo e nello spirito, con un bottino di marmellate, (made in Alda) incredibili per gusto, profumo, originalità e quando, chiacchierando, Vincent scopre per caso che non avevamo mai visto prima né Franz né la sua famiglia, non si scompone più di tanto ma si ferma; piegandosi, si batte le ginocchia con le mani e ridendo di gusto esclama:
– Sicily……!!