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il cielo di dicembre

Gli occhi del bambino guardano in alto e lontano: l’uomo che gli sta accanto è grande come una montagna e il piazzale ingombro di auto e camion è una distesa infinita, quasi un oceano. Quando si è cuccioli d’uomo è così che si vede il mondo, un’enormità troppo grande per le proprie manine. Il carro attrezzi, poco distante, sembra un dinosauro di ferro che debba caricarsi in groppa un animale ferito ma è l’uomo grande, il suo papà, che può ordinargli di farlo e questo il piccolo lo sa. Quello che non sa ancora è che la scatola magica che comanda l’argano del carro attrezzi oggi sarà sua. Quando l’uomo che comanda i dinosauri gliela consegna insieme ai gesti magici che dovrà usare,  lui serra le labbra, sgrana gli occhi, trattiene il respiro e, mentre il cuore gli batte forte, guarda l’auto salire lenta sulle rotaie, perché questa volta è lui, piccolo cucciolo d’uomo, che glielo sta ordinando e con tutta l’emozione e la serietà che richiede un grande potere, assaggia una briciola di onnipotenza.

Ecco, oggi, sotto il cielo rosa di dicembre, ho pensato che sarebbe bello poter incartare gli attimi e metterli sotto l’albero di Natale e , dovendo scegliere, stavolta sceglierei questo: quella sensazione meravigliosa che è  sentirsi forti e potenti, capaci di tutto, ma senza arroganza, senza prepotenza. Solo con la gioia e il rispetto di un bambino che spinge bottoni in un grande piazzale, di fianco al suo papà .

Buon Natale a tutti!

Cieli

Se avessi incontrato Anna in un altro luogo, uno qualsiasi, l’avrei immaginata intenta a sfornare soffici torte o a dipingere acquerelli o a canticchiare allegre melodie. Il suo aspetto e ancor più i suoi modi rimandavano ad immagini di pace e dolcezza. Invece si occupava (e si occupa ancora) di ben altro, di numeri e di formule, di percentuali e di leggi e lo fa in maniera eccelsa. Qualche anno fa, insieme a sterili documenti, le inviai, con l’intento di addolcire l’ inverno padano, qualche foto del mite inverno siculo e lei, nel ringraziarmi, scrisse qualcosa come ” …grazie per le foto che ci ricordano di volgere gli occhi al cielo…”

Resta un mistero per me come alcune cose si fissino nella memoria, senza motivo apparente. Fatto sta che ora dalla terrazza del nostro provvisorio alloggio terrestre il cielo è particolarmente vicino. Comincia dove il mare finisce e, come il mare, cambia colori e forme, di giorno in giorno, di ora in ora. Guardarlo è uno spettacolo sempre nuovo e quella lontana frase, annidata chissà perché nella memoria, mi è tornata in mente.

Ho pensato che, come svolazzando, ricordavano gli striscioni al festival degli aquiloni, c’è “un solo cielo per un solo mondo” e che ognuno, in ogni angolo della Terra può guardarlo, anche se non è detto che voglia o che possa.

Così, forte del mio punto di osservazione privilegiato, ho deciso di condividere i miei cieli, dodici cieli per dodici mesi. Spero l’iniziativa vi piaccia e penso che un sole bellicoso che ha la meglio sulle incalzanti nuvole temporalesche possa essere un ottimo inizio. Quindi, ecco a voi calcare le scene il primo dei protagonisti :

IL CIELO DI NOVEMBRE