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Frammenti del cielo di marzo

I primi frammenti di cielo sono arrivati. Sono arrivati da amici di lunga data e da amici “sconosciuti”, da luoghi vicini e lontani. Sono arrivati tramonti ed albe, arcobaleni, fiori e nuvole, cieli di città e cieli di campagna e, prima che marzo finisca, chissà quanti altri ancora…

Su Instagram (cauthabook) li troverete ad uno ad uno, con i nomi degli autori e il luogo dello scatto, ma qui, in onore di antiche e…scolastiche memorie appariranno soltanto ogni tanto: un collage in via di costruzione da appendere in un’altrettanto virtuale parete. Quello che segue è il primo.

Grazie di cuore a tutti!

Doveva essere il cielo di marzo.

La natura è meravigliosa e beffarda. In questi giorni di incertezza e timori, di fragili attese, di strade vuote e città fantasma, il  cielo è un velo azzurro senza nubi, il mare sembra una tavola, il vento è teso e leggero e i prati traboccano di fiori. La bellezza esiste e resiste a dispetto delle circostanze e noi, al suo confronto, non possiamo che sentirci piccoli, incompleti e vulnerabili.

Ma proprio mentre penso a tutto questo, tra fogli e foglietti che in questi giorni casalinghi vivono momenti di gloria e trovano un ordine e un posto, mi trovo a rileggere un mio quaderno di appunti e tra gli altri…

…Noi siamo fatti della stessa polvere di stelle di cui sono fatte le cose e sia quando siamo immersi nel dolore sia quando ridiamo e risplende la gioia non facciamo che essere quello che non possiamo che essere: una parte del nostro mondo… (Carlo Rovelli – Sette brevi lezioni di fisica)

Ed ecco che tutto cambia! Se il nostro essere più profondo vibra come le onde del mare o come il frusciare del vento tra i rami, se in qualche modo siamo frammenti di universo,  allora siamo sì piccoli e indifesi ma anche parte di un tutto e in quanto tali non possiamo che condividerne l’armonia e la forza. Apparteniamo alla bellezza dell’universo e, citando liberamente Dostoevskij,  la bellezza salverà il mondo.

Così, questo articolo, nato per la consueta “rubrica” dei Cieli, non si concluderà con un’ immagine ma con un invito: alzate lo sguardo e mandatemi i vostri frammenti di cielo. Col telefono, con la macchina fotografica, come, dove e quando volete, mandatemi il vostro cielo. Per mail (cauthabook@gmail.com) o su whatsapp (340-3317822). Se vi va  aggiungete il nome e il luogo. Posterò le foto che arriveranno sul blog e su Instagram (cauthabook) e questo mese, per merito vostro, il cielo sarà (come sempre) unico e ovunque ma, (come sempre) frutto di piccoli ed essenziali frammenti: un cielo di cieli!

Cielo di febbraio

Febbraio, il mese più corto dell’anno, anche quando ha 29 giorni. Il mese del Carnevale, storicamente l’elogio dei contrari, l’abolizione dei divieti, la festa delle finzioni e dei desideri se ci si traveste per essere altro e mostrare o nascondere, finalmente, qualcosa di se stessi.

Di tutto questo sono rimasti solo colori e bimbi mascherati. La festa del paese mette in piazza giocolieri così alle prime armi che fanno quasi tenerezza. Qualcuno veste la balena da Arlecchino e i ragazzini ricoprono le strade di coriandoli e stelle filanti.

Lontano, ma non così tanto, dalle celebrazioni degli uomini, anche i campi e i prati si vestono di coriandoli.

Rossi,

gialli,

multicolori.

Sopra ai tappeti colorati, solitari o a filari, i mandorli, fino a poco fa lignei ed anonimi, esplodono di coriandoli rosa e bianchi.

Ed eccolo lì, tra i loro petali, a riempire i vuoti tra fiore e fiore, tra ramo e ramo, come fosse stato lui a lasciar impigliare quelle nuvole colorate tra i rami, fa capolino, ambasciatore di speranza e primavera, il cielo di febbraio.

Foto di Rossella (Mandorla Kuva)

cielo di gennaio

…La domenica arriva sempre in ritardo pallida e senza fiato…

Così cantava Jannacci raccontando una delle sue piccole storie amare e il mio cielo di gennaio, anche senza strofe poetiche e tutt’altro che pallido, è comunque trafelato e in ritardo. È rimasto dimenticato tra i pixel della macchina fotografica mentre i giorni passavano e solo oggi mi sono accorta che mancava all’appello.

Non è il frutto di momenti speciali nè portatore di storie da raccontare. È solo l’immagine di un inverno limpido senza nubi e senza pioggia, illuminato da un sole che riempie di riflessi uno scampolo di blu intenso.

È un bel cielo da guardare questo primo cielo dell’anno, lascia ben sperare e siccome di pensieri positivi c’è sia bisogno che carenza, mi piace pensare che questo cielo si sposi alla perfezione con un augurio che viene da lontano e che vi lascio in attesa del prossimo cielo…

“May the long time sun shine upon you, all love surround you, and the pure light within you guide your way on”

“Che il sole ti illumini sempre, l’amore ti circondi e la pura luce dentro di te guidi il tuo cammino”

(Nirvair Singh Khalsa)

il cielo di dicembre

Gli occhi del bambino guardano in alto e lontano: l’uomo che gli sta accanto è grande come una montagna e il piazzale ingombro di auto e camion è una distesa infinita, quasi un oceano. Quando si è cuccioli d’uomo è così che si vede il mondo, un’enormità troppo grande per le proprie manine. Il carro attrezzi, poco distante, sembra un dinosauro di ferro che debba caricarsi in groppa un animale ferito ma è l’uomo grande, il suo papà, che può ordinargli di farlo e questo il piccolo lo sa. Quello che non sa ancora è che la scatola magica che comanda l’argano del carro attrezzi oggi sarà sua. Quando l’uomo che comanda i dinosauri gliela consegna insieme ai gesti magici che dovrà usare,  lui serra le labbra, sgrana gli occhi, trattiene il respiro e, mentre il cuore gli batte forte, guarda l’auto salire lenta sulle rotaie, perché questa volta è lui, piccolo cucciolo d’uomo, che glielo sta ordinando e con tutta l’emozione e la serietà che richiede un grande potere, assaggia una briciola di onnipotenza.

Ecco, oggi, sotto il cielo rosa di dicembre, ho pensato che sarebbe bello poter incartare gli attimi e metterli sotto l’albero di Natale e , dovendo scegliere, stavolta sceglierei questo: quella sensazione meravigliosa che è  sentirsi forti e potenti, capaci di tutto, ma senza arroganza, senza prepotenza. Solo con la gioia e il rispetto di un bambino che spinge bottoni in un grande piazzale, di fianco al suo papà .

Buon Natale a tutti!

Cieli

Se avessi incontrato Anna in un altro luogo, uno qualsiasi, l’avrei immaginata intenta a sfornare soffici torte o a dipingere acquerelli o a canticchiare allegre melodie. Il suo aspetto e ancor più i suoi modi rimandavano ad immagini di pace e dolcezza. Invece si occupava (e si occupa ancora) di ben altro, di numeri e di formule, di percentuali e di leggi e lo fa in maniera eccelsa. Qualche anno fa, insieme a sterili documenti, le inviai, con l’intento di addolcire l’ inverno padano, qualche foto del mite inverno siculo e lei, nel ringraziarmi, scrisse qualcosa come ” …grazie per le foto che ci ricordano di volgere gli occhi al cielo…”

Resta un mistero per me come alcune cose si fissino nella memoria, senza motivo apparente. Fatto sta che ora dalla terrazza del nostro provvisorio alloggio terrestre il cielo è particolarmente vicino. Comincia dove il mare finisce e, come il mare, cambia colori e forme, di giorno in giorno, di ora in ora. Guardarlo è uno spettacolo sempre nuovo e quella lontana frase, annidata chissà perché nella memoria, mi è tornata in mente.

Ho pensato che, come svolazzando, ricordavano gli striscioni al festival degli aquiloni, c’è “un solo cielo per un solo mondo” e che ognuno, in ogni angolo della Terra può guardarlo, anche se non è detto che voglia o che possa.

Così, forte del mio punto di osservazione privilegiato, ho deciso di condividere i miei cieli, dodici cieli per dodici mesi. Spero l’iniziativa vi piaccia e penso che un sole bellicoso che ha la meglio sulle incalzanti nuvole temporalesche possa essere un ottimo inizio. Quindi, ecco a voi calcare le scene il primo dei protagonisti :

IL CIELO DI NOVEMBRE