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Quando la lupa arriva.

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Temuta da chi in queste terre e in questo mare vive e lavora, la lupa che viene dal mare arriva all’improvviso, come solo i predatori sanno fare. Fulminea e silenziosa inghiotte le sue prede. Con un respiro fetido si posa salata e pesante sugli alberi, togliendo loro vigore e forza; ricopre il mare di una coltre impenetrabile ed esilia i pescatori al largo, persi, incapaci di intravedere la strada del ritorno.
Non è che nebbia, ma il nome con cui la gente comune la chiama le rende onore.
Da buona emiliana conosco bene il fenomeno atmosferico ma lo accosto a serate autunnali, ad alberi spogli, a brividi lungo la schiena.
Qui, invece, il pomeriggio ha i colori e il calore dell’estate ma, quando la lupa arriva, con repentina rapidità si trasforma in un crepuscolo invernale. In un battito di ciglia il cielo scolorisce, i contorni delle cose svaporano, l’umidità diventa così pesante che si sentono le gocce sulla pelle, come piovesse. Gli stranieri (ed io con loro) restano sbigottiti e scattano foto per futura memoria, mentre in spiaggia nulla cambia: i ragazzi giocano a tamburello, fanno il bagno, qualcuno resta persino sdraiato sotto un invisibile sole. La vita continua all’interno d’una grigia nuvola in attesa che la lupa, sazia, torni negli abissi del mare, rendendo al mondo i suoi colori.

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Meteo round

 

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Se c’è una cosa che abbiamo sempre ignorato, anche con una certa sufficienza,  in tutti i nostri viaggi “ante barca”,  é stato il meteo. Del resto, quando la meta é nord europea non ci si aspetta certo il solleone … Col mare però é un’altra cosa e da cinque anni a questa parte abbiamo anche noi una discreta serie di siti meteo da controllare prima della partenza.
Così, l’altro giorno, in previsione di lasciare Pantelleria per la costa sicula, abbiamo cominciato a consultare…
La cosa bella della meteorologia é che é una scienza, quella fantastica é che NON é una scienza esatta!
La legge del mare, poi, prevede che i bollettini non siano praticamente mai concordi e che, quindi,  si debba mettere in conto  un round atmosferico tra ottimisti e pessimisti.

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Difatti, la domenica, le previsioni per il lunedì erano così schierate: ottimiste (quattro); pessimista (una). Siccome sono decisamente e incondizionatamente pavida, la pessimista vale sempre doppio; eravamo, quindi, 4 a 2.
Quando il lunedì mattina, all’alba, il bollettino per i naviganti ha annunciato burrasca a forza sette prevista nello stretto di Sicilia, ho deciso che i valori in campo erano 4 a 5 e ho indotto il consorte, (abbastanza facilmente… ) a tornare a letto!
Lunedì su martedì…rieccoci di nuovo… Sempre 4 a 1 (che vale sempre due), ma, questa volta, il bollettino antelucano non ha lanciato allarmi sospetti e siamo partiti.
Ovviamente il mare stile “tavola” previsto dai più non c’era e ci siamo trovati, invece, il mare molto mosso, previsto dai meno. Il vento, però, era teso e costante e arrivava al traverso, che, in soldoni, vuol dire che per cinque ore siamo andati via spediti, “ballando”, ma non troppo. Per indorare la pillola, ci hanno accompagnato per un lungo tratto un branco di delfini. Bellissimi, vicinissimi, giocavano con la prua della barca e saltavano sulle onde, non senza una certa vanità. Li abbiamo incontrati altre volte ma mai così vicini e così a lungo! Meravigliosi!
Poi, lentamente, il mare si è calmato, ma mentre le previsioni ottimiste stavano per cantar vittoria, la pioggia, prevista, (indovinate un po’ da chi…) ha fatto la sua comparsa. Non proprio il “temporale isolato” da pronostico, per fortuna, ma pioggia comunque.
Eravamo ormai agli sgoccioli ma, a Sciacca, la squadra degli ottimisti ha tentato uno sprint finale con un ormeggio asciutto e senza vento, non abbastanza, però, per designare parità…
Esito finale, quindi: bicchiere mezzo vuoto batte bicchiere mezzo pieno 1 a 0.
Ci tocca aspettare la rivincita…😉

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