Una bottiglia di vino austriaco nel nostro frigo merita qualche spiegazione.
È ovviamente un dono e non viene dal supermercato locale. Insieme a patate, yogurt greco, pomodori, mango e melone proviene dalla stiva di uno Jeanneau, guarda caso, austriaco. La proprietaria , una giovane signora mora, col viso cordiale e i modi decisi di chi non è abituato a perdersi in chiacchiere, non è in ottimi rapporti con la fortuna, al momento. Arrivata col marito ieri sera, provata da una navigazione notturna al timone col pilota automatico rotto e, come dice lei, con big big waves, ha deciso di completare l’opera assistendo il marito che, in preda a discreti dolori, è finito all’ospedale di Brindisi…!
Non abbiamo ben capito di cosa si è trattato, appendicite o qualcosa del genere, fatto sta che la poverina, questa mattina, girava per il pontile alla ricerca di qualcuno che parlasse inglese e l’aiutasse a sistemare la barca che dovrà restare qui a tempo indeterminato, mentre lei tornerà col consorte in aereo a casa.
Se ieri uno skipper di Trani non ci avesse suggerito una meta piú vicina di Otranto…
Se quindi oggi non ci fossimo alzati un po’ piú tardi…
Se perciò non fossimo stati ancora ormeggiati quando sono passati due funzionari per controlli burocratici…
Se, a causa dei controlli, non avessimo fatto tardi e quindi, infine,
Se non avessimo rinunciato a partire…
non avremmo del vino austriaco nel frigo, ma, soprattutto, non avremmo potuto dare una mano a una persona davvero squisita.
Anche questa volta il gioco del se è finito bene…!











Ci sono opere dell’uomo che ci lasciano estasiati per la loro bellezza, altre che suscitano rispetto e orgoglio per l’ingegno che le ha create e poi ci sono quadri, musiche, luoghi che trascendono da un giudizio dei sensi o della ragione e che, in qualche misterioso modo, ci fanno sentire parte di un tutto, in connessione empatica con l’universo. La cattedrale di Trani è uno di questi. Complice un cielo bigio e una pioggia provvidenziale che ha spazzato la piazza dalla gente, circondata dal mare, da ogni lato, non pare sfidarlo, né essergli ostile. Sembra che le onde si siano fatte pietra e che la grandezza dell’uno si fonda con quella dell’altra . Uno dei luoghi più spirituali ( e la religione, qui, non c’entra proprio nulla) che io abbia mai visto.





































