Selinunte

IMG_2794

Ecco qua la nuova firma nel registro:  Caterina e Sandro, ex vicini/amici di casa ( ex sta con vicini di casa, non con amici, ovvio…). Qui, nel parco archeologico di Selinunte, in versione  Indiana Jones      ( questo vale soprattutto per Caterina che ha affrontato il viaggio  aereo, è salita in ovovia, ha fatto il bagno al largo, ha preso l’aliscafo e… non la ferma più nessuno!!)

IMG_2783

Il “correttore ortografico” del telefono a volte è fantastico.  Quando ho riletto il post, prima di pubblicarlo, Selinunte era  diventato “delinquente”.  Ora, se c’è qualcosa che  non mi viene in mente guardando questi templi son proprio i delinquenti… Anzi, più volte ho pensato che chi abita accanto a certi paesaggi debba fare una bella fatica a svegliarsi  anche solo irritato…

IMG_2809

Nello specifico, i custodi del parco archeologico (che penso vivano qui) ogni mattina, aprendo la finestra, abbracciano con lo sguardo un braccio di  mare di mille sfumature, dal verde al blu, delimitato da una lingua di sabbia rosso scuro, poi, spostando appena lo sguardo, incontrano due templi che si specchiano l’un con l’altro su due  verdi colline contrapposte. Tutto intorno  oleandri, palme, resti di antiche colonne, capitelli, torri, mura.

IMG_2806

E che  tutto ció sia greco o punico, parte dell’acropoli o del porto che al tempo dominava il golfo, tutto, indifferentemente, al calar del sole, si tinge  di un chiarore dorato che il cielo di un blu intenso ed omogeneo sottolinea in maniera egregia.

E anche se è l’ennesimo spettacolo a cui la Sicilia ci ha ormai abituato, non riusciamo ancora, per fortuna, a “uscirne indenni”

IMG_2778

 

 

 

Primo giorno

Lo so, lo so che siete tutti curiosi e quindi vi accontento con le notizie fresche fresche del primo giorno di scuola di Daniela.
La prima buona notizia è che la sveglia suonerà alle 7 invece che alle 5,50 ( e non è poco…) e, cosa inaspettata e graditissima, dal lunedì al venerdì senza rientri pomeridiani.
Una discreta botta di…fortuna.
Poi, i locali. A dispetto delle nostre aspettative, ( piuttosto pessimiste, vista la dislocazione della succursale praticamente al secondo piano di un supermercato) le aule hanno tutte la lavagna multimediale, c’è un attrezzato laboratorio d’inglese e un “locale ricreazione” con le solite macchinette con in più…un personaggio itinerante che vende panini.
Per quanto riguarda le creature, ovviamente a netta maggioranza femminile,vige, come ha scoperto oggi Daniela che visto i 30 gradi era in gonna e sandali, una sorta di divisa ufficiosa: jeans o pantaloni lunghi.
“La gonna non è gradita” le hanno spiegato le compagne, facendo a gara per darle il benvenuto.
E, a proposito delle solite coincidenze, una di loro ha il moroso che lavora a Bologna, esattamente a qualche chilometro dalla nostra ex-casa.
Anche i prof, sono stati molto”ospitali”
“Piccirilla di qua, Piccirilla di là…” citava la creatura, raccontando la mattinata.
Insomma, tutto anche meglio del previsto.
Unico neo: la necessità di un traduttore ( ma una compagna si è già offerta) da …siciliano ad italiano.
Speriamo non impari il primo dimenticando il secondo…
Nel frattempo, vista la giornata estiva, con Cate e Sandro, che sono con noi da qualche giorno, siamo finalmente riusciti a fare il bagno nella famosa ” Cala rossa” di Favignana. Fama meritata. L’acqua era così azzurra e trasparente che… le meduse che infestano la zona in questo periodo, si vedevano benissimo.
Nonostante i molesti animali, ce la siamo passata così bene che ho dimenticato di chiedere foto al mio fotografo ufficiale, così, in attesa di tornarci, vi dovete accontentare di intravedere l’acqua dietro la mia maschera da Lord Fener…

IMG_2287.JPG

Serenate

IMG_1716

Davanti al liceo di mia figlia. Muro di fronte all’entrata imbrattato di scritte. Ricordi di città nordeuropee e un sano senso civico fanno scattare un muto e severo disappunto. Poi arrivano due ragazzine, appena entrate nel confuso regno dell’adolescenza. Guardano il muro con occhi sognanti e una confida all’altra: “Io, la mia scritta la vorrei lá, grande, proprio davanti all’entrata!!!”
Allora leggo. Sono tutti messaggi d’innamorati: dichiarazioni, anniversari, promesse eterne… Nessun “vaffa, abbasso, porc…”

E allora , in barba al mio senso civico, mi viene da sorridere e penso che vorrei dare agli imbrattatori un pennello per riparare il danno, ma vorrei anche mettere davanti ad ogni scuola un enorme pannello con pennarelli annessi dove i giovani “poeti” possano scrivere le loro serenate grafiche, perché l’amore non riesce ad essere sporco neanche quando sporca i muri.

IMG_2303

Amici “firmati”

IMG_2718

Avete presente quel preciso istante in cui un elegante direttore d’albergo o una sua scartolata caricatura ruotano il LIBRO  e porgendo una penna chiedono la registrazione al nuovo venuto?
Visto e rivisto in mille pellicole, da Psyco a Pretty woman, quel gesto, a volte d’importanza cruciale, a volte insignificante, su di me ha sempre esercitato un inspiegabile fascino.

So benissimo che l’intenzione del registra era ben altra ma mi ha sempre dato l’idea di un benvenuto ufficiale, di una simbolica affermazione: “ora sei dei nostri”,  di una traccia reale e permanente di un’avvenuta condivisione di spazi e luoghi, come le firme dietro la foto di classe: siamo diversi ma siamo tutti passati di qui…

Così, ora, che vorrei così tanto condividere luoghi e momenti con così tanti, mi piace pensare di costruire un registro, firmato di sguardi e sorrisi, per dare il benvenuto prima e ricordare poi chi  mi ha accompagnato, anche se per un breve tratto, in questo viaggio.

E  le prime  “firme” hanno il respiro, l’entusiasmo e la freschezza di 20 anni che promettono bene.

Potevo forse cominciare meglio?

28 agosto 2014
Simone, per tutti Billi (che è anche il suo cognome, in realtà…) con Daniela (che  è un po’ più di un ospite…) Nei panni di giovani esploratori, qui in un raro momento di pausa tra una scarpinata e l’altra.

IMG_2686_Snapseed

4 settembre 2014
Sara e Matteo, detto Ghare, amici del (e di) cuore di Daniela, così pieni d’entusiasmo e simpatia che, in soli tre giorni, sono stati virtualmente adottati almeno un paio di volte…

IMG_3221

Vestigia

IMG_2707

L’ uomo non è nulla, l’opera è tutto (l’homme c’est rien, l’oeuvre c’est tout)

Flaubert.

Dubito che il signor Conan Doyle, quando ha messo in bocca al suo Sherlock questa citazione, pensasse a Segesta, tuttavia questo è esattamente quello che mi viene in mente quando sono al cospetto di opere costruite da esseri umani vissuti piú di 2000 anni fa. Pur essendo completamente digiuni di tecnologia, gli umani in questione, Elimi per la precisione, si sono dati un gran daffare. Il tempio, con le sue 36 colonne è uno dei pochi praticamente intatto ed è splendido. In posizione strategica, tra dolci declivi collinari, si intravede non appena si comincia la salita per raggiungerlo e già solo questo primo accenno incute soggezione e rispetto.

IMG_2727

Più in alto, con altri due chilometri di salita, si raggiunge il teatro. A digiuno di attori, mette comunque in scena lo spettacolo immobile ma sempre diverso della valle e del mare che sovrasta.

IMG_2683

C’è di che sentirsi piccoli piccoli…

IMG_2687
E quale migliore antidoto, allora, di un’esperienza ( come la chiamerà la simpaticissima guida ) sensoriale?
In poche parole, riprendiamo ( con noi ci sono Daniela e Simone) l’auto a noleggio e andiamo a Marsala o, meglio, alle cantine Florio di Marsala.

IMG_2740
La visita guidata è costellata di aneddoti e curiosità come quella dell’origine inglese del famoso vino o del privilegio di aver fatto bere l’astemio Garibaldi le cui armi troneggiano ancora in una delle sale.

IMG_2741
La cantina è impressionante, così come lo sono le botti, ma il piú bello viene alla fine, con una piacevolissima degustazione.
Se effimeri siamo, tanto vale godersela, no?!😉

IMG_2752

Ritmi

IMG_2649
La nostra vita è fatta di ritmi e, volenti o nolenti, il lavoro ne è il principale artefice: 5 semicrome dal lunedì al venerdì e poi due lente semiminime per tirare il fiato. Da oggi (e permettetemi di mandare un sincero, davvero sincero, augurio di buon inizio a tutti gli insegnanti/amici) la mia musica avrà altre note.
Se la scuola di Daniela mi farà da sottofondo con una melodia consueta, io dovrò, invece, imparare a riconoscere l’andante mosso del libeccio dall’imponente ouverture della tramontana.
IMG_2645
E così, come se lo sapessero e volessero consolidare una consuetudine antica, il mare si è arrabbiato e il vento ha sferzato le rocce e assediato la città, rendendo proprio “il primo lunedì di settembre”, come da trent’anni a questa parte,  il mio primo giorno di scuola.IMG_2663

Letture tutt’altro che casuali

 

image

A creder nei segni del destino c’è da pensare  che sto per assistere ad un cambiamento epocale, ad un controesodo da nord a sud, ad un abbandono della terraferma, ad un futuro “Waterworld”. Più semplicemente, comincio a pensare che le coincidenze siano una costante di questo viaggio.

Ma andiamo con ordine.

Ultimo numero di “Vela”, in digitale. Stefano legge. Primo commento con quell’orgoglio che contraddistingue chi si sente pioniere di una scelta condivisa:
-Ehi, qui c’é un altro esodato che ha deciso per la barca…
E poco dopo:
-Sono di Brescia, marito e moglie…
Con qualche nota di stupore, ora:
-Ma dai, pensavano a Cervia, ma hanno deciso per Trapani…
E tutto finisce, per il momento, con qualche mio oh e ah e ben,che caso!
Ma il destino attende.
Poco dopo, di ritorno da un giro in bicicletta, seduti in pozzetto, vediamo arrivare all’ormeggio una barca. Io non riconosco un Comet da un Oyster e non faccio una piega ma il gentil consorte aguzza lo sguardo, poi ride incredulo.
Due minuti dopo stiamo chiamando per nome dei perfetti sconosciuti:
– Salve, non ci crederete, ma vi conosciamo, saremo vicini di “casa”!!!

Barcalinga

Al rientro dalle ferie ci sono riti che sono gli stessi per tutti, che si torni dai Caraibi o dal campeggio sabbioso della riviera: stracci per la polvere in tutta casa, lavatrici ad oltranza, frigo da riempire.
Il fatto di vivere in barca, da questo particolare punto di vista, non ha cambiato nulla…o quasi.
Detersivi e spugnette sono gli stessi ma in due giorni ho fatto vetri, pavimenti, mobili e persino quello che sarebbe il corrispettivo di un’imbiancatura; anche i vestiti da lavare sono gli stessi ma li stendo tra due alberi…senza foglie e il supermercato perde il super per strada, lo raggiungo in bicicletta e ha un’accento spiccato ma soprattutto una filosofia aliena quando, tutto fiero, afferma:
– Con queste ( olive ) e pane caldo, signora mia, mette su due chili in tre giorni!!!
Alla faccia degli scaffali stracolmi di cibi light!!!

IMG_0023-0.JPG

Quale Trapani?

IMG_2617
Ricordate il pianeta del Piccolo Principe, così piccolo che al nostro ometto bastava spostare la seggiola per vedere tutti i tramonti che voleva?
Io non rincorro tramonti, ma ugualmente mi sembra d’essere approdata in un luogo dove basta spostarsi d’un niente per essere altrove.
Trapani é una città dalle molte anime: c’è il porto turistico e il folclore puro del porto dei pescatori; c’è il corso modaiolo e il viale che snocciola “Benetton” e “Intimissimi” e “Acqua e sapone”, ci sono case nei vicoli, icone del sud povero e trasandato, e ville con palme e piscina, degne di Hollywood…
E poi c’è la montagna. E questo di per sé e già quanto di meglio possa chiedere uno spirito verde e liquido allo stesso tempo, come il mio. Ma il fatto che sulla montagna esista un posto come Erice é troppo anche per me. Salendo con l’ovovia potevo aspettarmi molto: un panorama spettacolare sul Tirreno e sulle Egadi,

IMG_2633

un borgo medievale intatto, una chiesa di roccia stagliata nel cielo blu africa,

IMG_2601

i resti di un castello avvinghiato ad una roccia,

IMG_2631

piazzette col selciato di pietra lucida o semplicemente scorci silenziosi e incantati.

IMG_2620

Ma che tutto questo potesse esistere INSIEME supera qualunque aspettativa.
Le raffiche di vento freddo, violento e impotente sono una benedizione: ricordano agli estasiati visitatori che non stanno camminando in un sogno…

Arrivo

 

IMG_3215

È fatta! Siamo arrivati.
Abbiamo lasciato Palermo, ammirato capo Gallo: un pezzo di Trentino adagiato sul mare,

IMG_5759
Capo Gallo

abbiamo visto atterrare 10 aerei in un’ora nell’aeroporto piú pericoloso d’Italia e abbiamo ricevuto il benvenuto di Trapani: 22 nodi, ovviamente…sul naso.

IMG_5773
Punta Raisi

Il trasferimento è concluso e, a cose finite, è doveroso dare spazio ai numeri, quei numeri che ho volutamente tenuto a distanza dai miei resoconti perché le emozioni non si misurano, anche se i viaggi sì.

IMG_5767
Isola delle Femmine

Ecco, quindi, a voi le statistiche finali.
Giorni di crociera: 44
Giorni di navigazione: 22 (basterebbero per attraversare l’oceano…)
Miglia percorse: 878
Mari solcati: 3
Confini internazionali attraversati: 1 ( per due volte)
Regioni italiane in cui siamo approdati: 3
Capi doppiati: …e chi li ha contati?
Stretti attraversati: 1
Migliore marina: a pari merito Kremik, in Croazia e Roccella Jonica, in Calabria.
Peggiore marina: la darsena di Reggio Calabria.
Spesa media giornaliera per gli ormeggi in Croazia: 36€
Spesa media giornaliera per gli ormeggi in Italia: 55€
Miglior ristorante: enoteca Vesta a Vieste.
Peggior ristorante: non pervenuto.
Un rimpianto: non avervi avuto come compagni di viaggio.
Una consolazione: avervi avuto come compagni (virtuali) di viaggio; senza di voi non sarebbe stata la stessa cosa…
Capitolo finito: la magnifica avventura di una vacanza.
Capitolo appena iniziato: l’incognita avventura di una casalinga, senza casa,in una città sconosciuta, alle prese con la vita quotidiana.
Non è chiaro se sarà un giallo, un horror, una commedia o un fantastico romanzo ma è interessante, non vi pare?!
Alla prossima puntata, quindi, per continuare il viaggio…da stanziali!

Ed ecco la   cartina   completa.

 

Notte

IMG_3211

..di notte le ragazze sembrano tutte belle,
e a volte becchi una, in discoteca,
la rivedi la mattina e ti sembra una strega…
(Jovanotti)

Ci sono luoghi che la luce impietosa del giorno mette a nudo senza concedere nulla più che la realtà, senza perdonare errori…

IMG_3212
Spiaggia di Arenella, porto di Palermo

Ci sono luoghi, talvolta gli stessi, che nascondono nella notte i loro drammi e svelano, in un gioco d’apparenze, la loro bellezza…

IMG_3213
Tonnara di Arenella

 Sosta tecnica alla marina di Palermo e nuovo puntino: cartina

Cefalù

IMG_2586Credo di avere un problema, un non so che di genetico che mi impedisce di abituarmi alla bellezza. Ogni volta mi ritrovo a gestire meraviglia, emozione e un certo infantile entusiasmo. Così è andata anche oggi con Cefalù. Provate a immaginarvi una cittadina adagiata sul mare con piccole e tipiche case sulla costa, poi addentratevi nelle sue viuzze, a metà strada tra un vicolo e un corso, piene di negozietti e di folla di ogni nazionalità;

IMG_2589

a questo punto inserite, a caso, dietro un angolo, prima di un incrocio, un edificio greco, una chiesa medievale, un lastricato romano e, infine, svoltando un ennesimo angolo, immaginatevi una piazza di palme, sulla quale domina, dall’alto di una scalinata, una cattedrale che assomiglia a un castello, dai colori di pietra, a sua volta dominata da una rupe scoscesa a cui sembra aver rubato i colori e le forme.

IMG_2548
All’interno la stessa pietra per le colonne e travi di legno sul soffitto, ma, in fondo, un presbiterio magnifico, che racchiude tutti i colori e tutti i decori che mancano intorno.

IMG_2557
Era un caldo pazzesco ma ho avuto i brividi e non era per lo sbalzo termico…

IMG_2561
Come contraltare il porto “turistico” è un toboga estremo dove si balla con una risacca impressionante. Impossibile pensare di fermarsi per piú di una notte…con una meraviglia simile dietro le spalle…
Ogni tanto penso all’Italia come al luogo delle occasioni sprecate…

IMG_2581

E ora siamo qui: cartina

Vip

IMG_3208

E’ risaputo dai più che possedere una barca non equivale ad avere una sincera passione per il mare e la navigazione e, certo, scegliendo di fermarci nel marina più famoso, rinomato e (ahimè!) caro della Sicilia, non avevamo la pretesa di trovarci in mezzo a marinai incalliti.
Tuttavia la realtà ha superato la fantasia. Ci aspettavamo lo sfoggio di motoscafoni milionari, le casette di contorno stile Olandamacolsole e la reception tipo hall da grande albergo ma, anche se ai margini, speravamo in un servizio se non degno del nome “marina”, almeno all’altezza del costo…
E invece, l’ormeggio ha permesso a Stefano di sfoggiare abilità sconosciute di incastro barca, i pontili di cemento ci hanno piacevolmente costretto a riesumare la passerella, sepolta, ovviamente, per la nota legge di Murphi, SOTTO a TUTTO il resto e la logistica dei bagni (un chilometro dall’ormeggio, “ma si può andar col tender”) è stata la degna conclusione!!
La cosa ancor più buffa (per usare un simpatico eufemismo) è che, in simil contesto, la signora del supermercato ha tentennato prima di concederci l’uso del carrello fino alla barca perché “non tornano più indietro” e per avere la riduzione necessaria all’attacco per la corrente elettrica, abbiamo dovuto pagare 50 euro di cauzione…!!!
Ma non eravamo tra very important person??
IMG_3207

Nuova cartina aggiornata: cartina

Scilla e Cariddi.

IMG_5708

E siamo arrivati alla fine, finita la Calabria, lo stivale intero, il continente; doppiato capo Spartivento,

IMG_5704

capo Riace,

IMG_5721

passato lo stretto di Messina e infine atterrati in Sicilia. Due giorni intensi in cui è facile capire perché proprio questo mare è lo scenario di cui si è servito il buon Omero per il suo Ulisse. Un mare tanto splendido quanto infido, capace di farci veleggiare in modo incantevole, per poi, d’un tratto, girare il vento come un calzino e soffiarci 20 nodi proprio sul naso; capace di trasformare in un soffio una superficie di olio azzurro in un ribollire d’onda di due metri. Scilla e Cariddi, a difesa dello stretto, acquistano tutto un altro senso quando gli si passa davanti e cresce, se già non era abbastanza, il rispetto e l’ammirazione per i navigatori, quelli veri, quelli che, senza motore, senza gps, senza radio, giubbotto salvagente e winch solcavano questi mari da tempi talmente lontani da essere immemorabili. Del loro eroismo, forse, rimane qualcosa in quel numero imprecisato di persone ( ma erano tantissime!!!) che con kitesurf e windsurf veleggiavano a velocità inimmaginabili attraverso lo stretto. A dire il vero, questa immagine così poetica è lontana anni luce da quel che ho pensato quando, con i 20 nodi di cui sopra, ce li siamo trovati davanti, dietro, intorno, dovunque…ed è solo perché non ci è scappato il morto che ne parlo con simpatia…

Comunque, dopo aver lasciato le coste Calabre del sud, peraltro molto meno brulle e aride di quel che immaginavo e, anzi, con un fascino misterioso, siamo arrivati a Milazzo

IMG_3201

dove ci viene propinato un ormeggio che ci ha costretto agli arresti domiciliari per metà pomeriggio: le onde dei motoscafi di passaggio e la risacca erano talmente alte che non riuscivamo a scendere dalla barca e abbiamo rischiato di soffrire per la prima volta il mal di mare…in porto!!! Piú tardi, peró, si è liberato un posto umano, per fortuna, altrimenti non avremmo potuto visitare la cittadina e scoprire che il castello che la sovrasta è una zona archeologica vasta ed intatta, mozzafiato.

IMG_3192

E così, anche questa volta, a dispetto dei mostri dei gorghi, abbiamo il nostro lieto fine.

IMG_3177

Giallo sotto al sole

 

IMG_2531

E siamo ancora qui: agli arresti domiciliari a Roccella Jonica (nel frattempo ho imparato che si scrive con la j). A onor del vero devo ammettere che come sosta forzata non è male: c’è il sole, è caldo e si fa il bagno in un’acqua cristallina… soprattutto mi guardo bene dal lamentarmi viste le meteo notizie alluvionali che mi arrivano ogni giorno dal nord.
Dunque scrivo, non per aggiornarvi su novità inesistenti, ma per mettervi al corrente di un quesito inquietante che questi giorni di sosta non prevista hanno portato alla luce. Già il primo giorno del nostro arrivo il direttore ci aveva avvertito di non stupirci troppo per quel che avremmo visto quella sera; lo spettacolo francamente stupefacente a cui abbiamo assistito sarebbe rimasto una curiosità folcloristica se non l’avessimo visto ripetersi per 5 sere consecutive, tanto da fargli assumere connotazioni sinistre. Col senno di poi avremmo dovuto sospettare qualcosa già dal numero dei menù che sottopongo alla vostra attenzione.

Ma il rito che si perpetua ogni sera comincia di fatto verso le sei, quando, dal nulla, spuntano ragazzi e ragazze che, come api operaie, corrono avanti e indietro e disfano una serie impressionante di pile di seggiole e tavoli, trasformando i 120 metri di molo in un’ enorme tavola imbandita.

image

Già la vista di più di un centinaio di tavoli apparecchiati é di per sé stupefacente ma non é nulla confronto al fatto che verso le 10 (ora di cena locale) tutti i tavoli sono occupati da avventori. Ora, io non sono forte in matematica, ma 800/1000 coperti a sera, per 7 sere a settimana fanno un numero stupefacente, che, sommato al fatto che in paese esistono un sacco di ristorantini graziosi che lavorano, ci porta a chiederci da dove diamine spunterà questa folla:

Riunione di alieni travestiti?

Vampiri che possono uscire solo al calar delle tenebre?

É un enorme teatro virtuale e, in realtà, il molo é vuoto?

IMG_2519
ore 19, ben prima di cena… molti tavoli ancora vuoti

Le mie deduzioni da Watson non arrivano più in lá, ma, se tra voi c’é qualche Sherlock, attendo “elementari soluzioni”.

Convivenze

IMG_3164Poche novità sul fronte del viaggio. Siamo fermi in attesa di veder scomparire “storm alert” dal barometro, che continua, inesorabile, ad abbassarsi ogni giorno di piú. Ma non è affatto detto che gli incontri piú interessanti si facciano strada facendo. Oggi servirebbe la penna di uno scrittore vero per descrivere l’inusuale trio incontrato al bar.
Al momento del nostro arrivo, la quantità di vuoti di Peroni e i mozziconi di sigaretta lasciano facilmente intuire una lunga permanenza al tavolo, nonché una certa predisposizione ai piaceri della vita.
Chi tiene banco è un francese alto e massiccio, di una sessantina d’anni, con lunghi capelli biondi (probabilmente non del tutto naturali) e occhi chiari un po’ annebbiati dal malto… Quello che cogliamo del suo racconto (in francese!) è il suo essere marinaio, mai vissuto in un appartamento, partito, questa volta, da Marsiglia, con trascorsi oceanici alle spalle in compagnia di una scimmietta, raccattata a Capo Verde, a fargli da mozzo.

I suoi interlocutori sono altrettanto interessanti: una coppia di “artisti”. Di mezz’età, brizzolato, fisico asciutto, pareo bianco, uno;  piú giovane di una ventina d’anni, bandana nera, pantaloni turchi, piedi orgogliosamente scalzi, occhi di un azzurro imbarazzante e volutamente altezzoso e indisponente, l’altro.

…Una Garbo, un rude pirata e un elegante anfitrione…                                       E, in effetti, la mimica, i gesti, la teatralità del trio è talmente accattivante che la nostra prevista pausa-gelato di 10 minuti si trasforma in un film di un’ora e mezzo di cui siamo i divertiti spettatori/comparse.

IMG_3165
La sera, la notte bianca di Roccella, ci trasporta in un’ altra dimensione, parallela ma simile, dove tonno freschissimo: pescato e cotto,

IMG_3169

tè marocchino alla menta,

IMG_3171

banchetti con scarpe nemmeno immaginabili e atleti veri e improvvisati, che corrono sul lungomare, si mescolano in un puzzle davvero insolito.
Se l’ospitalità si misura dal numero di diversità riunite, siamo nel luogo piú ospitale del pianeta!!

Proverbi

IMG_5689
Capo Colonna

 

Squillace…Squillace, ove il vento mai tace ed il mar non trova pace.

La fama del golfo di Squillace è tale da mettere soggezione persino ai marinai più esperti, figuriamoci a noi…

Decidiamo quindi di attraversarlo oggi, con previsioni meteo più che favorevoli. Tra l’altro, per la prima volta in questo viaggio (e prima o poi doveva capitare…) quel che lasciamo non ci mancherà.

Ci ricorderemo della cortesia degli abitanti di Crotone,

di un bellissimo concerto in memoria di Rino Gaetano (nato qui),

IMG_3162

della mozzarella più buona mangiata finora, ma in quanto al resto…

L’edilizia urbana è probabilmente frutto di un mal di denti collettivo di architetti ed ingegneri ed il castello, pur imponente e suggestivo, è sconfortante nel suo abbandono.

IMG_3161
Castello di Carlo V

Lasciamo, dunque, Crotone senza troppi rimpianti e percorrendo una costa calabra sorprendentemente piatta, con chilometri e chilometri di spiagge bianche e deserte, punteggiate, talvolta da colorati ombrelloni,IMG_5693

approdiamo al marina di Roccella Ionica, il più bello, organizzato, pulito, economico ed “austriaco”, incontrato finora.

Il castello di Roccella

Una Calabria davvero dai mille volti.

Ed ecco un nuovo puntino sulla mappa: cartina

Sincronicità

IMG_5685

Che i filosofi e i matematici esultino!
La sincronicità  è una realtà!

Ed ecco, a dimostrazione, i fatti, così come si sono svolti.

Incontro casuale con un equipaggio di velisti in attesa di pagare l’ormeggio a Leuca.
Chiacchiere di rito.

Da dove venite? Brindisi. Anche noi (e1)
Dove siete diretti? Crotone. Anche noi (e2)
Accento simile. Emiliani? Già. (e3)
Avevamo la barca a Marinara. Anche noi (e4)
Vacanze lunghe…ho la moglie maestra! Anch’io (e5)
Vorremmo arrivare in Sicilia. Anche noi (e6)
Pensavo di passare dallo stretto. Anch’io (e7)
Siamo diretti a Trapani. Anche noi (e8)
Lasciamo la barca là per un anno. Anche noi (e9)
Marina Levante? No, quella accanto. (e10…mancato, ma 9 bastano, no?)

Ed ecco Luca con Stefania e cognata, all’ormeggio a Crotone, accanto alla nostra barca.

IMG_2165

Ps. Qui la cartina aggiornata. Cliccate e…ci troverete
cartina

Il canto della sirena.

IMG_2487

Ed ecco attraversata una nuova frontiera: abbandonato l’Adriatico ci apprestiamo a solcare le acque dello Ionio. Oceano mare, se Barricco mi perdona la citazione, con i suoi 2000 metri di profondità e i suoi dirupi inabissati. Sulla costa, Santa Maria di Leuca, il nome rubato alla sirena Leucasia che ammaliava i naviganti con il suo canto.

IMG_2500

E di storie da cantare ne aveva: le incursioni dei pirati (quei feroci turchi che abbiamo già incontrato sull’altra sponda dell’Adriatico);

S.Pietro, sbarcato qui dall’Oriente per raggiungere Roma;IMG_2496

il mitico Enea, approdato su queste rive con la sua flotta…IMG_2488

Un passato ricco di magia e un presente che non è da meno.                                Stasera, sotto i resti dell’acquedotto romano (ancora funzionante)IMG_2484

si mangiano le pittule (palline di pasta di pizza fritta), seduti sulle scalinate o sui muretti di pietra e si balla al suono ipnotico di pizzica e tarantella, finché, a mezzanotte, si apre la fontana monumentale e una cascata impressionante d’acqua piomba giù, per sparire verso il mare…

cascata_leuca2

…A saper ben ascoltare, la sirena canta ancora…

IMG_3148

Liberi tutti!

IMG_5659 Finalmente Brindisi lascia liberi gli ostaggi… E dopo quattro giorni (durante i quali abbiamo convissuto con la troupe cinematografica che sta girando il remake di “Point break”  sul motoscafone immortalato) e due false partenze, oggi riusciamo a mollare gli ormeggi. Scopriamo subito che nel gioco dei se ce n’è uno in più: se fossimo partiti ieri sarebbe stata bella dura. Oggi, nonostante il vento si sia dato una calmata, troviamo un mare decisamente irrequieto. Cautha si comporta benissimo ma Jonny (l’autopilota…) un po’ meno e dobbiamo timonare a turno per 60 miglia.

Nonostante i turni, come potete facilmente immaginare, non siano proprio equi, io arrivo molto più devastata del capitano e con poca propensione alla lirica.

Nonostante ciò non posso esimermi dall’immortalare Capo d’Otranto, il punto più ad est della penisola, dove ogni alba è la prima d’Italia.

IMG_5676

E, per tirarmi su di morale, uno sguardo alla”strada” fatta finora, prima di gettarmi a capofitto nelle braccia di Morfeo…Buonanotte!!!

Ps. Qui sotto la cartina con il nostro itinerario da cliccare.

cartina

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: