Pop up

La traduzione letterale di pop up è “saltar fuori”, “apparire” e, fino ad ora, era sempre stata legata a quegli splendidi libri animati per bambini che, semplicemente girando pagina, trasformano disegni piatti e bidimensionali in scenografie a tre dimensioni. In questi giorni, però, come in un’avventura di Gulliver, il libro ha preso le dimensioni dellaContinua a leggere “Pop up”

Il giro del mondo in 8o minuti

Il cartello è ufficialmente un cartello stradale ma sotto alla dicitura “strada panoramica” spunta un inedito “non usare la strada come circuito”. In effetti la strada Mareneve che collega, come il nome lascia intuire, il mare dello stretto di Messina con le vette innevate dell’Etna è un vero e proprio circuito che farebbe la gioiaContinua a leggere “Il giro del mondo in 8o minuti”

Floristella

“Non sono un essere silvestre!”.  Sto percorrendo un sentiero deserto ed è questo che penso mentre un gregge solitario viene annunciato da un flebile scampanellio facendomi trasalire. Anche un trio di cornacchie è colto di sorpresa e si alza in volo, gracchiando tra gli alberi; un’alta raffica di vento ne muove le cime, come aContinua a leggere “Floristella”

Festa di compleanno

Un terzetto di chitarra, armonica e voce intona il tema del mitico “Lo chiamavano Trinità”. La festeggiata se lo gode in prima fila. Il suo nome non tutti lo sanno e chi lo sa a volte lo dimentica perché lei è per tutti La Nonna. Seduta nella sua sedia, in veranda, osserva e saluta eContinua a leggere “Festa di compleanno”

È una vita meravigliosa

Ci sono paesaggi che trafiggono lo sguardo e altri che trafiggono l’anima. Quello che si gode risalendo le pendici dell’Etna appartiene a questi ultimi. Ma non è la bellezza, pur intensissima, a lasciare senza fiato. Salendo lentamente tra i tornanti il respiro è lento, la mente quieta, cullata dal pantone verde delle foreste, dal mareContinua a leggere “È una vita meravigliosa”

C’era una volta un piccolo indiano.

Il piccolo indiano respirava a pieni polmoni. Era la prima volta da quando era nato. Le strade si aprivano dinanzi a lui vuote e silenziose. La coltre di fumo che ogni giorno gli faceva lacrimare gli occhi era scomparsa e poteva vedere il Taj Mahal come mai l’aveva visto: limpido e chiaro. Gli avevano dettoContinua a leggere “C’era una volta un piccolo indiano.”

Rime

È tutto cominciato questa mattina, quando una insidiosa voglia di cappuccio e brioche si è insinuata nella mia mente a dispetto della consueta censura razionale che applico ormai in automatico. A peggiorare le cose questo insano pensiero è giunto mentre ero immersa nella lettura di un articolo sul grandissimo Gianni Rodari, di cui si ricordavaContinua a leggere “Rime”

Il cielo dei cieli di marzo

Ed eccoci. Marzo è finito e il mondo è ancora chiuso. Chiuso per le famiglie che stanno scoprendo quante cose meravigliose possono fare insieme e per quelle che la convivenza forzata sta sgretolando, attimo dopo attimo. Chiuso per chi conta le ore, giorno dopo giorno, nutrendosi di notizie e di amarezza e per chi, nellaContinua a leggere “Il cielo dei cieli di marzo”

Frammenti del cielo di marzo

I primi frammenti di cielo sono arrivati. Sono arrivati da amici di lunga data e da amici “sconosciuti”, da luoghi vicini e lontani. Sono arrivati tramonti ed albe, arcobaleni, fiori e nuvole, cieli di città e cieli di campagna e, prima che marzo finisca, chissà quanti altri ancora… Su Instagram (cauthabook) li troverete ad unoContinua a leggere “Frammenti del cielo di marzo”

Doveva essere il cielo di marzo.

La natura è meravigliosa e beffarda. In questi giorni di incertezza e timori, di fragili attese, di strade vuote e città fantasma, il  cielo è un velo azzurro senza nubi, il mare sembra una tavola, il vento è teso e leggero e i prati traboccano di fiori. La bellezza esiste e resiste a dispetto delleContinua a leggere “Doveva essere il cielo di marzo.”

Cielo di febbraio

Febbraio, il mese più corto dell’anno, anche quando ha 29 giorni. Il mese del Carnevale, storicamente l’elogio dei contrari, l’abolizione dei divieti, la festa delle finzioni e dei desideri se ci si traveste per essere altro e mostrare o nascondere, finalmente, qualcosa di se stessi. Di tutto questo sono rimasti solo colori e bimbi mascherati.Continua a leggere “Cielo di febbraio”

Terra e macchine

..L’ escavatore sembrava starsene accovacciato in mezzo a tutte le altre macchine, con la sua grande massa che incombeva su di esse, il braccio abbassato e il suo mento di ferro al suolo, come un grande dinosauro stanco… (T.Sturgeon) Le macchine sono arrivate al terreno prima di noi e quando siamo arrivati stavano già lavorando.Continua a leggere “Terra e macchine”

cielo di gennaio

…La domenica arriva sempre in ritardo pallida e senza fiato… Così cantava Jannacci raccontando una delle sue piccole storie amare e il mio cielo di gennaio, anche senza strofe poetiche e tutt’altro che pallido, è comunque trafelato e in ritardo. È rimasto dimenticato tra i pixel della macchina fotografica mentre i giorni passavano e soloContinua a leggere “cielo di gennaio”

Mare d’erba

“…Sembra quasi un mare l’erba…” cantava la Premiata Forneria Marconi ma il prato che ho davanti poco gli somiglia. Ci sono cespugli di malva, ciuffi di bietole selvatiche, cardi spinosi, olivi e mandorli selvatici, arbusti di ferla, sotto i quali crescono guardinghi i funghi ononimi e persino un asparago selvatico spunta col suo esile capo.Continua a leggere “Mare d’erba”

Vita da presepe

Immaginate, mentre osservate un presepe allestito come tradizione vuole, di sentirvi improvvisamente strani e, come da copione di un vecchio film di fantascienza, di cominciare a rimpicciolire sempre più fino a ritrovarvi a guardare negli occhi le statuine di terracotta. Ora, sopra di voi c’è un cielo blu intenso, cosparso di stelle e una piccolaContinua a leggere “Vita da presepe”

il cielo di dicembre

Gli occhi del bambino guardano in alto e lontano: l’uomo che gli sta accanto è grande come una montagna e il piazzale ingombro di auto e camion è una distesa infinita, quasi un oceano. Quando si è cuccioli d’uomo è così che si vede il mondo, un’enormità troppo grande per le proprie manine. Il carroContinua a leggere “il cielo di dicembre”

Ritorno al futuro

Il cielo è di un azzurro sbiadito, carta da zucchero. L’acqua grigia ne riflette il colore. Gabbiani urlanti passano sul traghetto che incessantemente unisce le due sponde del porto canale. L’odore salmastro del mare si fonde con quello dell’autunno. Il naso è rosso, le mani fredde. I miei amici hanno le cuffie calcate sulle orecchieContinua a leggere “Ritorno al futuro”