
“How many roads” cantava Bob Dylan, “On the road” scriveva Jack Kerouac. E poi…andare per la propria strada, essere sulla buona strada, essere in mezzo ad una strada, farsi strada, incontrarsi a metà strada…e ancora…cibo da strada, arte di strada…
Insomma, i modi di dire, i riferimenti culturali, i richiami alla strada non mancano e tante sono le strade e i modi di percorrerle.
Ci sono strade costiere che separano l’audacia del mare dalla rassegnazione della terra

e strade che inseguono fiumi,
li attraversano,
si perdono, riappaiono.

Ci sono strade nate dalla disattenzione degli alberi che lasciano loro il posto, tra un dispiegarsi di sassi e terra,

e strade che l’uomo ha creato per unire o dividere,
segnare o cancellare confini,

Ci sono strade ritrovate che si fanno beffe del tempo e portano dirette in un lontano passato

e poi ci sono loro…
strade dove ancora strade non ci sono,
strade che sono sentieri da tracciare,
cammini da inventare…
Strade che si vedono col cuore prima che con gli occhi, nuove e libere sulle quali non si può fare fare a meno di lasciare semplicemente
un’impalpabile e leggera traccia




































Siamo sui Monti Iblei, e ci inoltriamo tra i boschi e i prati di Monte Lauro, vulcano ormai spento, spuntato dal mare in un passato lontanissimo. Della sua antica origine marina resta poco e niente, ora ci sono boschi di conifere e pascoli verdissimi, pinete e vento che fa suonare gigantesche pale eoliche riempiendo l’aria con vibrazioni potenti e profonde.



























