Matera

Centottanta chilometri di litoranea trafficata all’andata e centottanta  al ritorno non sono quello che si potrebbe definire una passeggiata, ma non è bastato. Ormai eravamo decisi a visitare Matera. Troppo curiosi di vedere di persona la prossima Capitale Europea della Cultura. Troppo tentati dal verificare la spettacolarità del paesaggio così spesso fotografato e documentato. Ebbene,Continua a leggere “Matera”

Lo giuro

Le vocine che escono dalle finestre del piccolo edificio hanno il timbro squillante di chi avrà al massimo dieci anni. – …bambini come me In controcanto una voce più profonda. – ed avere ancora fiducia… – ed avere ancora fiducia – nel mare… – nel mare – nella natura e nella vita… – nella naturaContinua a leggere “Lo giuro”

Libro di storia

Il cartello stradale indica Santa Severina. A capo si legge “La nave di pietra”. E io rosico un po’, perché un appellativo così vorrei averlo inventato io. Costruita su un cocuzzolo, quando appare improvvisamente tra gli alberi sembra veramente una nave tra le onde lunghe delle colline, con tetti e bastioni del castello a fareContinua a leggere “Libro di storia”

Solidarietà

Sono in “versione manovale”. Sul tavolo del pozzetto tengo fermo un profilo d’acciaio, passo le viti al consorte, procuro attrezzi. Fedeli al motto che in barca il bricolage non è un passatempo ma piuttosto un obbligo costituzionale stiamo costruendo una zanzariera per il tambuccio. Intanto, dal molo, arriva un ciarliero vociare. Poi una marea biancoContinua a leggere “Solidarietà”

Interni

La strada corre parallela al greto del torrente in secca, una distesa larga e sinuosa di ciottoli e sassi in bianco e nero. Tutt’intorno monti dai contorni irregolari che, chissà perché, mi ricordano un’ India cinematografica, vista tanti anni fa. La vegetazione sulle cime si divide tra cespugli arsi e verdi conifere; nelle valli leContinua a leggere “Interni”

Assecondare

L’etimologia delle parole a volte riserva delle sorprese, così, cito liberamente da “unaparolaalgiorno.it” Assecondare, dal latino secondare, a sua volta derivato da secundus significa sia favorire che seguire. Una coppia di significati che ricorda il vento quando in poppa alla nave gonfia le vele e  seguendola, la spinge. Un’ immagine potente ed eloquente. Un’ immagineContinua a leggere “Assecondare”

Dintorni

  L’Alcantara con l’accento sulla seconda a, diversamente da come tenderei a pronunciarlo, è un fiume che nasce dai monti Nebrodi e sfocia nel mar Ionio nei pressi di Giardini Naxos. Un fiume un po’  speciale che deve il suo percorso, non tanto alla forza dell’acqua, quanto alla forza del fuoco. Sotto forma di colateContinua a leggere “Dintorni”

I colori della vita

Non fatelo. Non sforzatevi di indovinare dov’è Cautha tra le barche placidamente adagiate nella baia. Non c’è. Siamo in versione turisti terrestri, in visita a Taormina, che ricordavamo splendida. A onor del vero e in accordo con chi mi aveva “avvisato”, il fascino del luogo è inversamente proporzionale al numero di persone che lo popolano.Continua a leggere “I colori della vita”

Trasferte

È una giornata scorbutica, volubile, dai repentini cambi d’umore. Piove per un attimo, soltanto poche gocce, esce il sole, si alza vento all’improvviso e all’improvviso cala, lo strumento che ne indica la direzione gira come una lancetta dell’orologio: sud, sud-est, nord, sud-ovest. Davanti a noi, da parecchie miglia ormai, c’è la sagoma dell’Etna con ilContinua a leggere “Trasferte”

L’amicizia è servita…

  Poi la cuoca senza dire altro iniziò a preparare le acciughe, ad accendere i fornelli, a mischiare gli odori e quando la ragazza la vide così intenta, immersa (…) con il vapore che la nascondeva, il fuoco che creava mille luci sul suo volto, i movimenti che danzavano, si disse (…) che quando cucinavaContinua a leggere “L’amicizia è servita…”

Incontri fortuiti

Il Levante questa volta si è dato da fare. E siccome non è il protagonista del film di Pieraccioni ma il vento dell’est, ha fatto quello che un vento sa fare. Ha soffiato, soffiato e soffiato ancora, senza mollare un attimo per ventiquattr’ore. Chi si è piegato al suo volere è stato risparmiato e leContinua a leggere “Incontri fortuiti”

Vendicari

  La piazza di Marzamemi, di questi tempi fuori stagione, è uno di quei luoghi che seleziona. Due le opzioni davanti al suo essere semideserta: o immutata meraviglia e appagamento dello spirito o disappunto e muto rimprovero per la mancanza di “vita” turistica. Bene, soltanto chi si si riconosce nella prima categoria merita la RiservaContinua a leggere “Vendicari”

Il racconto

Sono in anticipo. Come sempre. Detesto arrivare all’ultimo. Sempre. Ma in particolare all’aeroporto. Detesto i controlli di sicurezza, quello spogliarsi e infilare in vaschetta e togliersi orologi e bracciali e sperare che le scarpe non suonino e non tocchi passare in calzini. Ma amo le sale d’aspetto e i luoghi in genere, in cui iContinua a leggere “Il racconto”

Arance

Quando insegnavo circolava tra noi docenti un aneddoto, uno dei tanti, che riguardava i bambini di città. Si trattava di un piccolino che, interrogato sulla fonte da cui proveniva il latte, aveva risposto senza indugio: -Dalla Coop. Nessun sospetto sfiorava la creatura, che aveva visto l’alimento sempre e solo in un cartone colorato e certoContinua a leggere “Arance”

Passione

Siamo esseri d’acqua e come acqua abbiamo la forza paziente e lenta del fiume che scava il suo letto, della pioggia che scolpisce la roccia, della sorgente che trova la via tra le zolle. Siamo esseri d’acqua e come acqua abbiamo la forza dirompente ed esplosiva dei frangenti gonfiati dal vento, del fiume che cadeContinua a leggere “Passione”

Fascino incolto

Visi senza rughe, fianchi senza peso, sguardi senza dubbi, cieli senza nuvole, luoghi senza malinconia. A sfogliare  il mondo da uno schermo  sembrerebbe di vivere in un luna-park perenne, persino faticoso col suo imperativo categorico che non ammette ombre: foto patinate e sorrisi smaglianti. Ovvio che la realtà è ben altro (e ben di più…Continua a leggere “Fascino incolto”

Epidemia musicale

Come in tutte le epidemie l’inizio è stato un incolpevole ed innocuo dettaglio. Nello specifico il mio ricorrente e finora inutile tentativo d’imparare a suonare la chitarra. Un’idea un po’ bizzarra forse, ma certo non pericolosa se non per le orecchie degli ignari che hanno dovuto sopportare le mie prime lamentose note. Purtroppo, però, ancheContinua a leggere “Epidemia musicale”

Terrestri?!?

Ed ecco, l’anno è appena iniziato e noi siamo a terra. Non in senso figurato (per fortuna) ma squisitamente letterale. Cautha ha lasciato il suo specchio acqueo ed è in cantiere in attesa della solita manutenzione ordinaria. Si fa per dire, perché, come sa chiunque si occupi di manutenzione di mezzi meccanici, ordinaria e solitaContinua a leggere “Terrestri?!?”