Questi capodanni a scadenza fissa (…) Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che cominci una novella istoria (…) É un torto in genere delle date.
(Gramsci)
D’accordo. Non costa un grosso sforzo pensare che tra ieri e oggi nulla finisce e nulla comincia sul serio. Tanto per fare un esempio: non ricomincia la scuola che aspetta l’ Epifania, né il lavoro che attende domani.
Se poi escludiamo gli “eventi sociali” ed entriamo nella sfera personale, i momenti importanti quelli che nella vita chiudono un capitolo e ne aprono un altro: un figlio, un viaggio, un trasloco, un lavoro, un incontro…beh, raramente coincidono col 31 dicembre.
E tutto ciò senza contare che in buona parte del mondo il calendario segue scadenze a noi ignote. Non è capodanno in Cina, né in Vietnam; non lo è in Tibet, in Iran, in Thailandia…e la lista è di gran lunga più nutrita.
Sicché, nessun rammarico per chi non ha trascorso un S. Silvestro spumeggiante come pubblicità comanda e buon per chi ha sfruttato un’occasione per stare tra amici e far festa.
In quanto a me, amo le occasioni conviviali in qualunque mese dell’anno cadano e, anche se oggi è come ieri, ogni scusa è buona per auguri sinceri perciò, con buona pace di tutto ciò che ho detto…
Grazie di cuore a voi tutti e
Buon Anno!








































Tutto comincia il 14. Già dal tardo pomeriggio gruppi di ragazzi affollano Marina, si muovono in branco, trascinando borsoni pieni d’ogni cosa, frigo portatili e tende. In breve la spiaggia diventa un brulicare di igloo colorati (Decathlon ringrazia), un pacifico raduno che ricorda i concerti dei lontani anni ottanta o le colline del Mugello la sera prima del GP.




















