
Ci siamo! Sono arrivata al giro di boa (tanto per restare in campo nautico).
Quasi due anni per pensarci, rimuginare, provare a fare previsioni attendibili. Poi, come sempre mi accade, la decisione finale mi sorprende quasi, come se non fossi io ad averla presa.
Ho un bel da rassicurare le mie amiche preoccupate e fare discorsi di lucida e fredda logica, la realtà è, che al di là di tutti i ragionamenti concreti, quella che mi guida è la sensazione squisitamente istintiva che sia la cosa giusta da fare.
E così sulla scrivania della segreteria della mia scuola c’è una lettera che attende il protocollo e recita: “Con la presente rassegno…”
Ebbene sì, ho lasciato il mio lavoro, per molti il mitico ed agognato posto “fisso”, per me semplicemente il lavoro che ho voluto fare da sempre, uno dei lavori più belli del mondo.
Dopo più di 30 anni non ho rimpianti, solo bei ricordi. Ed è proprio per questo che posso scegliere di cambiare strada…anzi…rotta.
Un bicchiere mezzo vuoto di certezze è per sua natura mezzo pieno di occasioni.
E questi due anni mi hanno dato tanto e ogni rinuncia è stata ampiamente ripagata.
C’è un modo di dire tra i barcaioli, quando il vento è giusto e la barca fila liscia e veloce sul mare, che incita il timoniere a continuare su quella rotta.
Così, con la sensazione e la speranza d’essere al timone di quella barca dirò semplicemente
“…alla via così…”





e “scacce”,































































